La formazione anticorruzione non è un adempimento formale né un'opzione di welfare aziendale: è un obbligo di legge presidiato da un intreccio di norme cogenti — L. 190/2012 (art. 1, commi 5-11 e 44), D.Lgs. 33/2013 (trasparenza), DPR 62/2013 (Codice generale di comportamento, artt. 15-16), D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing), PNA-Piano Nazionale Anticorruzione ANAC — che impongono all'ente di programmare, erogare, tracciare e monitorare la formazione di tutti i dipendenti, con un'attenzione particolare al personale che opera in aree a rischio elevato (contratti, personale, edilizia privata, tributi, servizi sociali). L'obbligo è duplice: da un lato la partecipazione del dipendente, dall'altro l'organizzazione da parte dell'ente, oggi programmata nella sezione anticorruzione del PIAO ex D.L. 80/2021 conv. L. 113/2021. Un modello di riferimento consolidato è quello della Segreteria Generale del Comune di Torino: erogazione digitale tramite piattaforma e-learning con tracciamento automatico della fruizione, monitoraggio dei tassi di completamento per settore e per dirigenza, dati che confluiscono nella relazione annuale del RPCT come indicatore di conformità, responsabilità del dirigente per il completamento della formazione dei propri uffici, con rilevanza ai fini della valutazione della performance. Questa guida in 15 sezioni + FAQ + decalogo fornisce il quadro sistematico dell'obbligo e delle buone pratiche.
📑 Indice dell'approfondimento
- La formazione anticorruzione: nozione, funzione, ratio
- Quadro normativo essenziale
- Destinatari dell'obbligo formativo
- Contenuti minimi della formazione
- Formazione generale e formazione specifica
- Modalità di erogazione: aula, e-learning, blended
- 🎯 Il modello Torino come buona pratica
- Programmazione nel PTPCT / sezione anticorruzione del PIAO
- Ruolo del RPCT nel monitoraggio
- Responsabilità dei dirigenti e delle EQ/PO
- Tracciabilità, reportistica e relazione annuale RPCT
- Rilevanza ai fini della valutazione della performance
- Sanzioni per mancata formazione: disciplinari ed erariali
- Formazione specifica per RPCT e Segretario Comunale
- Buone pratiche per i piccoli Comuni (reatino)
- FAQ operative
- Decalogo del Segretario per la formazione anticorruzione
1. La formazione anticorruzione: nozione, funzione, ratio
La formazione anticorruzione è l'insieme delle attività di apprendimento organizzate dall'ente per assicurare che tutto il personale conosca — e sappia applicare — il quadro normativo di prevenzione della corruzione, il Codice di comportamento, le misure previste dal PTPCT/sezione anticorruzione del PIAO, i meccanismi di segnalazione dei fenomeni illeciti (whistleblowing), le regole sui conflitti di interesse, gli obblighi di trasparenza.
La ratio è duplice: preventiva (rafforzare la cultura della legalità e ridurre la probabilità di comportamenti scorretti) e di responsabilizzazione (mettere il dipendente nella condizione di riconoscere le situazioni a rischio e sapere come comportarsi, così da rendere plausibile l'accertamento di responsabilità disciplinare/erariale in caso di violazione). Un dipendente che non è stato formato può opporre in sede disciplinare l'ignoranza incolpevole delle regole; un dipendente correttamente formato non ha questa via di uscita.
Il Piano Nazionale Anticorruzione ANAC — sin dalla sua prima versione del 2013 e in tutti gli aggiornamenti successivi (2016, 2019, 2022) — qualifica la formazione come misura obbligatoria generale di prevenzione, che deve essere programmata dal singolo ente nel proprio PTPCT/sezione anticorruzione del PIAO. La sua omissione non è mai giustificata dalle dimensioni ridotte dell'ente: anche il Comune più piccolo deve garantire un livello minimo di formazione a tutti i dipendenti, eventualmente ricorrendo a piattaforme condivise (ANCI, IFEL, SNA, Regione, Consorzio).
2. Quadro normativo essenziale
| Fonte | Disciplina |
|---|---|
| L. 6/11/2012 n. 190 — art. 1, commi 5-11 | Obbligo per l'ente di individuare i settori più esposti al rischio corruttivo e definire procedure di formazione per i dipendenti che vi operano. Comma 8: adozione del PTPCT (oggi sezione PIAO) con individuazione delle risorse per la formazione. Comma 9 lett. b): definizione dei meccanismi di formazione idonei a prevenire i rischi. Comma 10: il Responsabile della prevenzione della corruzione (RPCT) definisce le procedure per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori esposti. Comma 11: gli enti individuano il personale da inserire nei programmi formativi. |
| L. 190/2012 — art. 1, comma 44 | Modifica dell'art. 54 D.Lgs. 165/2001: gli enti hanno l'obbligo di adottare un proprio Codice di comportamento integrativo del DPR 62/2013 e di diffonderlo mediante formazione anche ai collaboratori a qualsiasi titolo. |
| D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 — Trasparenza | Obbligo generale di trasparenza dei dati sull'attività amministrativa; la formazione sulla trasparenza è parte integrante della formazione anticorruzione (linee guida ANAC). |
| DPR 16/4/2013 n. 62 — Codice generale di comportamento — art. 15 e 16 | Art. 15: il RPCT cura la diffusione della conoscenza dei codici di comportamento tramite corsi di formazione. Art. 16 (aggiornato con DPR 81/2023): specifiche in materia di formazione sull'etica pubblica e sulla trasparenza. |
| DPR 30/6/2023 n. 81 | Modifica del Codice generale di comportamento DPR 62/2013 con rafforzamento della disciplina della formazione (uso dei social media, comunicazioni, IA, ecc.). |
| D.Lgs. 30/3/2001 n. 165 — art. 7-bis | Formazione del personale della PA: obbligo di ogni amministrazione di predisporre annualmente un piano di formazione del personale, coerente con gli obiettivi. La formazione anticorruzione ne è componente strutturale. |
| D.Lgs. 10/3/2023 n. 24 — Whistleblowing | La formazione sui canali di segnalazione delle violazioni (interno via RPCT, esterno ANAC, divulgazione pubblica) è obbligatoria per tutti i dipendenti e va inserita nel piano formativo. |
| D.L. 9/6/2021 n. 80 conv. L. 6/8/2021 n. 113 — PIAO | Il PTPCT confluisce nella sezione anticorruzione e trasparenza del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), che deve espressamente disciplinare la formazione anticorruzione come sotto-sezione strutturale. |
| DM DPF 30/6/2022 n. 132 — Regolamento PIAO | Disciplina attuativa del PIAO: la sezione anticorruzione include la programmazione della formazione differenziata per aree a rischio. |
| PNA ANAC (2013-2015, 2016, 2019, 2022) e delibere ANAC | Il Piano Nazionale Anticorruzione qualifica la formazione come misura obbligatoria generale di prevenzione; le delibere ANAC di aggiornamento contengono indicazioni operative su contenuti, destinatari, monitoraggio. |
| CCNL Funzioni Locali 16/11/2022 — art. 47 | La formazione è diritto/dovere del dipendente; l'ente destina risorse specifiche del bilancio alla formazione (ex art. 5 c. 1 lett. h dell'art. 47); rileva ai fini della progressione economica e della performance. |
3. Destinatari dell'obbligo formativo
La formazione anticorruzione è obbligatoria per tutto il personale dell'ente. La distinzione principale è tra due livelli di formazione:
| Categoria | Formazione richiesta |
|---|---|
| Tutti i dipendenti (a tempo indeterminato, determinato, comandati, distaccati) | Formazione generale: quadro normativo anticorruzione, Codice di comportamento generale e integrativo, PTPCT/sezione anticorruzione PIAO dell'ente, canali di whistleblowing, conflitti di interesse, trasparenza. |
| Personale in aree a rischio elevato (contratti, edilizia privata, personale, tributi, servizi sociali, entrate, autorizzazioni) | Formazione specifica: approfondimento delle misure specifiche di prevenzione dell'area, giurisprudenza recente, casi concreti, red flag, procedure di riferimento. |
| Dirigenti, EQ/PO | Formazione rafforzata: responsabilità dirigenziale nel PTPCT, monitoraggio delle misure, gestione dei conflitti di interesse, rotazione degli incarichi (anche a livello di misure alternative in piccoli Comuni), coordinamento con il RPCT. |
| RPCT — Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza | Formazione di alto livello: aggiornamento normativo continuo, giurisprudenza ANAC/TAR/CdS, tecniche di risk assessment, gestione dei procedimenti disciplinari collegati, redazione della relazione annuale. |
| Neoassunti | Formazione anticorruzione obbligatoria in fase di ingresso (entro i primi 3-6 mesi), da inserire nel piano di inserimento professionale; requisito per il superamento del periodo di prova. |
| Amministratori politici (Sindaco, Assessori, Consiglieri) | Non tecnicamente «dipendenti», ma il PNA raccomanda percorsi formativi specifici in materia di trasparenza, conflitti di interesse, inconferibilità/incompatibilità ex D.Lgs. 39/2013. |
| Collaboratori esterni (professionisti in incarico, contrattisti, tirocinanti) | Diffusione del Codice di comportamento con obbligo di rispetto (art. 2 c. 3 DPR 62/2013); la formazione non è obbligatoria in senso stretto ma è buona pratica per soggetti che operano stabilmente nell'ente. |
4. Contenuti minimi della formazione
Il PNA e le linee guida ANAC individuano un nucleo di contenuti minimi che devono essere presenti nel percorso formativo di ogni dipendente:
- Quadro normativo anticorruzione: L. 190/2012, D.Lgs. 33/2013, D.Lgs. 39/2013 (inconferibilità/incompatibilità), D.Lgs. 165/2001, PNA e delibere ANAC;
- Nozione di corruzione «in senso ampio» — non solo reati penali del codice (concussione, corruzione propria/impropria, induzione indebita) ma anche fenomeni di maladministration che possono anticipare o favorire condotte corruttive;
- Codice di comportamento generale DPR 62/2013 (come modificato dal DPR 81/2023) e Codice integrativo dell'ente;
- Il PTPCT / sezione anticorruzione del PIAO dell'ente: struttura, misure generali, misure specifiche per area di rischio, indicatori di monitoraggio;
- Whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023: canale interno RPCT, canale esterno ANAC, divulgazione pubblica, tutele del segnalante (anche anonime), sanzioni per ritorsioni;
- Conflitti di interesse: obbligo di astensione ex art. 6-bis L. 241/1990 e art. 7 DPR 62/2013; dichiarazioni annuali; comunicazioni al RPCT;
- Trasparenza: obblighi di pubblicazione ex D.Lgs. 33/2013, sezione «Amministrazione Trasparente», dati aperti, accesso civico semplice/generalizzato;
- Inconferibilità e incompatibilità ex D.Lgs. 39/2013: dichiarazioni all'atto di conferimento/annuali, verifiche del RPCT;
- Rotazione ordinaria e straordinaria del personale nelle aree a rischio (o misure alternative nei piccoli Comuni);
- Regali, compensi, altre utilità — art. 4 DPR 62/2013 (limite €150);
- Attività ed incarichi extraistituzionali ex art. 53 D.Lgs. 165/2001 (regolamento interno + autorizzazione preventiva);
- «Pantouflage» ex art. 53 c. 16-ter D.Lgs. 165/2001 (divieto di svolgere attività per soggetti privati destinatari di provvedimenti dell'ente nei 3 anni successivi alla cessazione);
- Uso corretto degli strumenti di comunicazione, social media e IA generativa (art. 11-bis introdotto dal DPR 81/2023);
- Responsabilità disciplinare, penale ed erariale collegate a violazioni;
- Casi concreti e giurisprudenza recente — didattica per esempi (approccio più efficace secondo ANAC).
5. Formazione generale e formazione specifica
La distinzione tra formazione generale e formazione specifica è centrale nella programmazione:
6. Modalità di erogazione: aula, e-learning, blended
| Modalità | Pro | Contro / cautele |
|---|---|---|
| Aula/webinar interattivo (sincrono) | Massima interazione, possibilità di casi concreti, adattamento alle domande dell'aula, engagement. | Costo elevato, difficoltà di organizzazione (aule, docenti, disponibilità del personale), scarsa tracciabilità della «reale» partecipazione salvo firme di presenza + verifiche. |
| E-learning (asincrono) | Fruizione flessibile, tracciamento automatico di completamento e superamento test, costo unitario contenuto, scalabilità, standardizzazione dei contenuti, monitoraggio in tempo reale. | Rischio di completamento «formale» (dipendente che scorre senza apprendere); richiede test finali significativi e rendicontazione seria; necessità di piattaforma tecnica. |
| Blended (mista) | Combina i vantaggi: e-learning per la formazione generale + aula/webinar per la formazione specifica (casi concreti, aree a rischio). È il modello raccomandato da ANAC per gli enti medio-grandi. | Maggiore complessità organizzativa; richiede coordinamento tra Ufficio Personale e RPCT. |
🎯 7. Il modello Torino come buona pratica
La Segreteria Generale del Comune di Torino ha strutturato un sistema di formazione anticorruzione che rappresenta oggi un riferimento nel panorama nazionale delle grandi città e che può ispirare — con i dovuti adattamenti di scala — anche i Comuni medi e piccoli. Il modello poggia su cinque pilastri operativi.
- Erogazione digitale con piattaforma e-learning — la formazione anticorruzione (generale e in parte specifica) è erogata attraverso una piattaforma e-learning che traccia automaticamente la fruizione dei corsi da parte di ciascun dipendente: accesso, avanzamento, completamento, superamento del test finale.
- Monitoraggio dei tassi di completamento per settore e per dirigenza — il RPCT, tramite l'ufficio di supporto, estrae periodicamente report per Settore e per Servizio, individuando i tassi di completamento (obiettivo tipico ≥ 90% per la formazione generale e ≥ 95% per la formazione specifica del personale delle aree a rischio).
- Confluenza dei dati nella relazione annuale del RPCT — i tassi di completamento diventano un indicatore di conformità strutturale della relazione annuale del RPCT (pubblicata entro il 15 dicembre di ogni anno ai sensi delle scadenze ANAC), che documenta il livello di attuazione della misura formativa.
- Responsabilità del dirigente per il completamento della formazione dei propri uffici — il dirigente di Settore è responsabile organizzativamente di garantire che i propri collaboratori completino i corsi previsti nei tempi assegnati, con obbligo di sollecito interno e reporting al RPCT.
- Rilevanza ai fini della valutazione della performance — il tasso di completamento della formazione anticorruzione degli uffici afferenti al dirigente è uno degli indicatori della valutazione della performance dirigenziale; il mancato raggiungimento dell'obiettivo può rilevare, in sede di valutazione annuale, incidendo sulla retribuzione di risultato.
Il modello Torino risolve tre criticità tipiche della formazione anticorruzione: (1) la difficoltà di dimostrare la conformità — il tracciamento automatico offre evidenza oggettiva; (2) la scarsa responsabilizzazione dei dirigenti — che qui rispondono direttamente del completamento dei propri uffici; (3) la percezione della formazione come «adempimento formale» — che qui è trasformata in obiettivo di performance con conseguenze retributive. Il risultato è un sistema in cui la formazione non può essere trascurata, perché il mancato completamento ha conseguenze immediate e verificabili.
Il modello Torino, pur nato in un contesto di grande città, è scalabile. I cinque pilastri (e-learning tracciato, monitoraggio per settore, indicatore in relazione RPCT, responsabilità dirigenziale, rilevanza performance) possono essere replicati anche in un Comune di 3.000 abitanti — a patto di ricorrere a piattaforme e-learning condivise (ANCI, IFEL, SNA, Regione, Consorzio intercomunale). Nei piccoli Comuni il ruolo del dirigente è tipicamente rivestito dalle EQ/PO o direttamente dal Segretario in convenzione — la responsabilità gerarchica per il completamento resta lo stesso principio.
8. Programmazione nel PTPCT / sezione anticorruzione del PIAO
Dal 2022, con l'introduzione del PIAO ex D.L. 80/2021 conv. L. 113/2021 e del regolamento DM DPF 132/2022, il PTPCT ha cessato di essere un documento autonomo e confluisce nella sezione anticorruzione e trasparenza del PIAO. La programmazione della formazione anticorruzione è una sotto-sezione obbligatoria di questa sezione, e deve contenere almeno i seguenti elementi.
| Elemento del piano formativo | Contenuto |
|---|---|
| Fabbisogno formativo | Analisi delle aree a rischio dell'ente (mappatura processi) e individuazione dei fabbisogni formativi differenziati. |
| Destinatari | Elenco dei destinatari per categoria (tutti i dipendenti / personale aree rischio / dirigenti EQ-PO / neoassunti / RPCT). Numero previsto per ciascuna categoria. |
| Contenuti differenziati | Nucleo comune di formazione generale + moduli specifici per aree di rischio, con indicazione del monte ore per profilo. |
| Modalità di erogazione | E-learning (piattaforma interna o esterna) / aula / webinar / blended, con indicazione dei fornitori e delle piattaforme utilizzate. |
| Tempistiche | Calendario annuale con termini di inizio/fine, scadenze intermedie di verifica del completamento, deadline per la trasmissione dei dati al RPCT. |
| Modalità di monitoraggio | Sistema di tracciamento (registro presenze, log e-learning, questionari), indicatori di monitoraggio (tasso di completamento, esito dei test), reportistica periodica al RPCT. |
| Risorse finanziarie | Stanziamento sul capitolo formazione ex art. 47 CCNL FL 16/11/2022 con distinta indicazione della quota destinata all'anticorruzione (norma minima: nessun tetto ma «adeguata dotazione»). |
| Verifica di efficacia | Test finale di apprendimento, valutazione del gradimento, follow-up sulla concreta applicazione delle nozioni apprese. |
| Rilevanza performance | Espressa previsione — nella sezione performance del PIAO — del completamento della formazione anticorruzione come indicatore della valutazione dirigenziale e delle EQ/PO (modello Torino). |
9. Ruolo del RPCT nel monitoraggio
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza è il regista del sistema formativo anticorruzione dell'ente. La L. 190/2012 (art. 1 cc. 8-11) gli attribuisce specificamente il compito di definire le procedure di formazione e di selezionare il personale destinato a operare nei settori a rischio.
Nel concreto operativo, il RPCT:
- Programma il piano formativo annuale nella sezione anticorruzione del PIAO;
- Individua i fornitori / piattaforme (in raccordo con l'Ufficio Personale);
- Coordina con i dirigenti la programmazione dei percorsi per il personale dei rispettivi uffici;
- Monitora l'avanzamento con reporting periodico (mensile o trimestrale) sui tassi di completamento;
- Sollecita formalmente (via PEC o memorandum interno) i dirigenti in caso di ritardi o basso completamento;
- Redige la sezione formativa della relazione annuale ANAC (scadenza ordinaria 15 dicembre, salvo differimento) con i tassi di completamento e le criticità;
- Segnala agli organi di indirizzo politico (Sindaco/Giunta) le eventuali situazioni di grave inadempienza, ai fini della valutazione dirigenziale.
Nei Comuni piccoli il RPCT è tipicamente il Segretario Comunale (spesso in convenzione o scavalco). La regia della formazione anticorruzione — coordinamento, monitoraggio, sollecito, reporting — grava dunque interamente sul Segretario, che deve organizzarsi anche senza il supporto di un ufficio dedicato. Il ricorso a piattaforme condivise (ANCI, IFEL, SNA, Consorzio Segretari, Convenzione di Segreteria) diventa qui non solo utile ma necessario.
10. Responsabilità dei dirigenti e delle EQ/PO
I dirigenti (o le EQ/PO in enti senza dirigenza) hanno una responsabilità organizzativa specifica per il completamento della formazione anticorruzione da parte dei propri collaboratori. Non si tratta di una responsabilità implicita, ma espressamente codificata:
- Art. 1 c. 33 L. 190/2012: i dirigenti sono responsabili delle attività previste dal PTPCT/sezione PIAO nell'ambito delle proprie strutture; la partecipazione dei collaboratori alla formazione ne è parte integrante.
- Art. 15 CCNL FL 16/11/2022 (EQ) e artt. 17-24 D.Lgs. 165/2001 (dirigenza): tra i compiti direzionali rientra la gestione delle risorse umane e la promozione della formazione.
- Codice di comportamento integrativo: i dirigenti sono tenuti a promuovere la formazione dei propri collaboratori come parte del ruolo direttivo.
- Prendere tempestiva conoscenza del piano formativo annuale;
- Comunicare ai collaboratori le scadenze;
- Consentire la fruizione durante l'orario di servizio (la formazione anticorruzione è a tutti gli effetti orario di lavoro);
- Monitorare l'avanzamento del completamento dei propri uffici;
- Sollecitare individualmente i collaboratori in ritardo;
- Rendicontare al RPCT l'esito periodico;
- Rispondere della propria formazione personale — il dirigente non è esente ma anzi soggetto a formazione rafforzata.
11. Tracciabilità, reportistica e relazione annuale RPCT
La tracciabilità del completamento formativo è oggi il vero discrimine tra un sistema efficace e un adempimento formale. Non basta erogare la formazione: bisogna poterlo dimostrare a fronte di verifiche ANAC, contenziosi disciplinari, controlli di Corte conti.
- Log della piattaforma e-learning: registrazione automatica di data/ora di accesso, tempo effettivo di fruizione (non solo apertura del corso), esito del test finale, data di completamento certificata;
- Attestati individuali: rilasciati automaticamente al completamento e archiviati nel fascicolo personale del dipendente;
- Registro presenze per la formazione in aula/webinar (fogli firma o report piattaforma videoconferenza);
- Report periodici per Settore: estratti dalla piattaforma con dettaglio del completamento per ufficio;
- Cruscotto RPCT: dashboard aggregata dei tassi di completamento generale/specifica per categoria di personale.
La relazione annuale del RPCT — prevista dall'art. 1 c. 14 L. 190/2012 e resa disponibile ogni anno secondo il modello standard ANAC (scadenza tipica 15 dicembre, salvo differimento ANAC) — deve contenere una sezione dedicata alla formazione con i seguenti dati:
- Numero di dipendenti destinatari della formazione (per categoria);
- Ore di formazione erogate (generale + specifica);
- Tasso di completamento complessivo e per Settore;
- Tasso di superamento dei test finali;
- Criticità riscontrate e azioni di remediation;
- Programmazione dell'anno successivo.
12. Rilevanza ai fini della valutazione della performance
Il collegamento tra formazione anticorruzione e ciclo della performance è oggi codificato in modo espresso. Il D.Lgs. 150/2009 (come modificato dal D.Lgs. 74/2017) prevede che il PIAO — al cui interno è la sezione anticorruzione — sia integrato con la sezione performance, con indicatori coerenti e coordinati.
- Indicatore individuale del dipendente: il completamento della formazione anticorruzione entro le scadenze come obiettivo di comportamento nella valutazione annuale;
- Indicatore organizzativo dell'unità: il tasso di completamento del proprio ufficio/Settore come indicatore di risultato del dirigente/EQ/PO;
- Correlazione con retribuzione di risultato: mancato raggiungimento della soglia (es. ≥ 90%) → decurtazione della retribuzione di risultato del dirigente / retribuzione di risultato EQ/PO in misura proporzionata (modello Torino);
- Correlazione con PEO: la mancata partecipazione ai corsi obbligatori può rilevare come elemento negativo nella valutazione ai fini della progressione economica orizzontale.
Se la piattaforma prevede test finali, l'obiettivo di performance va calibrato sul superamento con soglia minima (es. 70% di risposte corrette), non sulla mera fruizione. Diversamente, si legittima la prassi del «click compulsivo» senza reale apprendimento.
13. Sanzioni per mancata formazione: disciplinari ed erariali
Il mancato completamento della formazione anticorruzione può rilevare a quattro livelli sanzionatori:
| Livello | Soggetto | Sanzione |
|---|---|---|
| 1. Disciplinare individuale | Dipendente che non completa i corsi obbligatori pur essendo stato messo in condizione di farlo | Richiamo scritto o sanzioni superiori a seconda della reiterazione (art. 55-bis D.Lgs. 165/2001); rilevanza come inadempimento contrattuale ex art. 2104 c.c. |
| 2. Performance dirigenziale | Dirigente/EQ/PO che non garantisce il completamento dei propri uffici | Decurtazione della retribuzione di risultato; nei casi gravi, mancata conferma dell'incarico (art. 21 D.Lgs. 165/2001); segnalazione al Sindaco/Giunta. |
| 3. Responsabilità dirigenziale specifica ex art. 1 c. 33 L. 190/2012 | Dirigente / RPCT in caso di omissione delle misure PTPCT | Responsabilità dirigenziale specifica per omissione delle misure di prevenzione, con possibile decadenza dall'incarico nei casi più gravi. |
| 4. Responsabilità erariale ex art. 1 c. 12 L. 190/2012 | RPCT + dirigenti in caso di commissione di reati corruttivi nell'ente | Il RPCT risponde ex art. 1 c. 12 L. 190/2012 (danno all'immagine + danno erariale) salvo che dimostri di aver predisposto misure adeguate, tra cui la formazione. La mancata formazione come misura del PTPCT costituisce di fatto presunzione di colpa in caso di reato commesso da un dipendente non formato. |
L'art. 1 c. 12 L. 190/2012 prevede una responsabilità del RPCT in caso di reato corruttivo commesso nell'ente, salvo che dimostri di aver predisposto misure adeguate. La formazione erogata, tracciata e monitorata — con evidenza documentale nella relazione annuale — costituisce il principale strumento probatorio per il RPCT per andare esente da responsabilità: dimostra che l'autore del reato era stato formato ma ha deliberatamente violato le regole. Al contrario, la mancata formazione documentata lascia il RPCT esposto.
14. Formazione specifica per RPCT e Segretario Comunale
Il RPCT — che nei Comuni è quasi sempre il Segretario Comunale per espressa previsione dell'art. 1 c. 7 L. 190/2012 (salvo motivata scelta diversa) — è soggetto lui stesso a un obbligo di formazione qualificata. Il PNA e le linee guida ANAC raccomandano una formazione di elevato livello tecnico-giuridico con aggiornamento continuo. I canali principali sono:
- Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA) — corsi annuali specifici per RPCT ex art. 1 c. 10-bis L. 190/2012, con eventuale rilascio di attestazione;
- ANCI e IFEL — webinar e corsi annuali specifici sulle novità normative anticorruzione e trasparenza;
- Formazione ANAC — eventi formativi periodici organizzati direttamente dall'Autorità;
- Ordine dei Segretari / UNSCP / SNA — iniziative dedicate alla figura del Segretario nel ruolo di RPCT;
- Convegni e giornate di aggiornamento di primarie case editrici e enti formatori (Maggioli, Il Sole 24 Ore, Le Autonomie, ecc.);
- Autoaggiornamento continuo tramite sitografia ANAC, riviste specializzate, giurisprudenza TAR/CdS/Corte conti.
Quando il Segretario opera in convenzione tra più Comuni ed è RPCT di ciascuno, la formazione specifica del RPCT è unica ma va rendicontata in ciascuna relazione annuale. La ripartizione dei costi formativi tra i Comuni convenzionati va prevista nell'atto convenzionale. Nei piccoli Comuni del reatino (Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri, Micigliano, Greccio, Colli sul Velino, Labro, ecc.) l'onere formativo del RPCT è tipicamente ripartito pro-quota tra i Comuni conferenti.
15. Buone pratiche per i piccoli Comuni (reatino)
Nei Comuni con dotazione organica ridotta — tipici della provincia di Rieti — l'erogazione autonoma di formazione anticorruzione è spesso impraticabile per limiti di budget e di personale. Le vie percorribili sono tre.
- Piattaforme e-learning condivise gratuite o a basso costo: SNA (offerta pubblica in convenzione), ANCI, IFEL, Regione Lazio (piattaforma regionale di formazione per il personale degli enti locali), Consorzio Segretari. Consentono di erogare formazione strutturata senza costi di sviluppo interno.
- Formazione intercomunale: convenzioni ex art. 30 TUEL tra più Comuni per organizzare percorsi formativi comuni con un unico docente/piattaforma, ripartendo pro-quota i costi. Modello efficace per i Comuni del cratere sisma 2016 o dei distretti socio-sanitari (es. RI/1).
- Formazione affidata a Enti/Consorzi strumentali: il Consorzio Sociale RI/1 può organizzare la formazione per il personale distaccato o afferente; il BIM Nera-Velino per i suoi 43 Comuni consorziati; l'Unione di Comuni ove esistente.
- Utilizzo di piattaforma e-learning IFEL (o SNA / Regione Lazio) — corsi tracciati automaticamente;
- Il Segretario/RPCT monitora mensilmente il completamento;
- Le EQ/PO (o i Responsabili di area negli enti privi di EQ) rispondono del completamento del proprio ufficio;
- I tassi di completamento entrano nella relazione annuale RPCT — pubblicata in Amministrazione Trasparente entro la scadenza ANAC;
- Il PIAO — sezione performance — prevede il completamento della formazione anticorruzione come indicatore della valutazione delle EQ/PO, con peso specifico nel risultato annuale;
- Il Segretario/RPCT documenta la propria formazione qualificata (SNA, ANCI, seminari specialistici) come elemento della relazione annuale.
Il modello è replicabile senza costi significativi per un Comune di 500-3.000 abitanti — richiede solo disciplina organizzativa del Segretario/RPCT.
16. FAQ operative
No. La formazione anticorruzione è obbligo contrattuale ex art. 47 CCNL FL 16/11/2022, art. 7-bis D.Lgs. 165/2001 e art. 1 c. 11 L. 190/2012. Il rifiuto può integrare infrazione disciplinare ex art. 55-bis D.Lgs. 165/2001, oltre a essere valutato negativamente nella performance. Il dipendente ha diritto di fruirla durante l'orario di lavoro; l'ente non può addossargli l'onere di seguirla al di fuori del servizio (salvo diverse regole del contratto integrativo).
Sì, purché sia documentata e tracciata con evidenza del nominativo del dipendente formato, della data, dei contenuti, dell'esito. Il RPCT del Comune deve conservare l'attestazione nel fascicolo del dipendente e nella documentazione a supporto della relazione annuale. Va comunque assicurato che i contenuti siano coerenti con il PIAO/sezione anticorruzione del singolo Comune (per la parte specifica).
Sì. La partecipazione ai corsi (in aula, e-learning o webinar) è a tutti gli effetti orario di servizio ed è retribuita come tale, senza incidere sui buoni pasto (se il corso si svolge durante la fascia normale di attività lavorativa). Nel caso di e-learning fruito in modalità asincrona, l'ente deve consentire al dipendente di dedicarvi del tempo certificato come orario di lavoro (tramite badge di sospensione dell'attività ordinaria o autocertificazione tracciata dal capo).
Il RPCT non ha potere disciplinare diretto sui dirigenti (che rispondono al Sindaco). Ma può segnalare formalmente al Sindaco/Giunta il mancato completamento del dirigente, chiedendo l'attivazione del procedimento disciplinare o l'incisione sulla performance dirigenziale. Nei casi gravi, può anche segnalare ad ANAC nella relazione annuale.
Tecnicamente non sono «dipendenti» ma il PNA raccomanda percorsi formativi specifici per gli organi di indirizzo politico su trasparenza, conflitti di interesse, inconferibilità/incompatibilità ex D.Lgs. 39/2013. Buona pratica: prevedere nella sezione anticorruzione del PIAO un modulo dedicato agli amministratori, di durata contenuta (2-4 ore), con documentazione della partecipazione.
Il RPCT deve: (a) estrarre il dettaglio del non-completamento per Settore/nominativo; (b) sollecitare formalmente i dirigenti responsabili con termine perentorio; (c) documentare le azioni di remediation nella relazione annuale; (d) nei casi gravi, segnalare al Sindaco per la valutazione della performance dirigenziale e attivare il procedimento disciplinare individuale per i dipendenti persistentemente inadempienti.
17. Decalogo del Segretario per la formazione anticorruzione
- Programma la formazione anticorruzione nella sezione anticorruzione del PIAO — non lasciarla a decisioni successive; deve essere strutturata all'inizio dell'anno.
- Distingui formazione generale e specifica — la prima per tutti, la seconda per il personale delle aree a rischio elevato dell'ente.
- Scegli la modalità coerente con la dimensione dell'ente — piccoli Comuni: e-learning gratuito/condiviso; grandi Comuni: blended con e-learning tracciato + aula per la specifica.
- Assicura la tracciabilità automatica — non affidarti a fogli firma cartacei o autocertificazioni: usa piattaforme e-learning con log automatico.
- Coinvolgi i dirigenti / EQ / PO — devono rispondere del completamento dei propri uffici, con reporting periodico al RPCT.
- Monitora periodicamente — almeno trimestralmente, estraendo i tassi di completamento per Settore.
- Sollecita formalmente in caso di ritardi — via PEC o memorandum interno; documenta ogni sollecito.
- Integra la formazione anticorruzione con il ciclo della performance — indicatore individuale e organizzativo, con incidenza sulla retribuzione di risultato dei dirigenti (modello Torino).
- Documenta l'attuazione nella relazione annuale RPCT — con tassi di completamento, criticità, azioni di remediation, programmazione dell'anno successivo.
- Non trascurare la tua stessa formazione qualificata — il RPCT è soggetto a formazione di alto livello (SNA, ANCI, IFEL); documenta la partecipazione ai corsi specialistici come elemento della relazione annuale.
Considerazioni finali
La formazione anticorruzione è oggi il vero punto di svolta del sistema di prevenzione della corruzione negli enti locali. Non basta più erogarla come adempimento formale: bisogna tracciarla, monitorarla, collegarla alla performance, documentarla nella relazione annuale. Il modello Torino — con piattaforma e-learning tracciata, monitoraggio per settore e dirigenza, responsabilità dirigenziale espressa, rilevanza sulla performance — rappresenta oggi un riferimento nazionale che va conosciuto e, con i dovuti adattamenti di scala, replicato anche nei Comuni medio-piccoli. Il ruolo del Segretario Comunale/RPCT è centrale: nei piccoli Comuni del reatino, dove le risorse sono limitate, il ricorso a piattaforme condivise (SNA, ANCI, IFEL, Regione Lazio, Consorzi) consente di replicare i cinque pilastri del modello Torino senza costi significativi. Il vero fattore critico è la disciplina organizzativa: programmare, tracciare, monitorare, sollecitare, documentare. Presidiati questi cinque passaggi, la formazione anticorruzione diventa non solo compliance ma anche esimente per il RPCT ex art. 1 c. 12 L. 190/2012 in caso di reati commessi nell'ente.
Fonti normative principali: L. 6/11/2012 n. 190 art. 1, commi 5-11, 12, 14, 33, 44; D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 (Trasparenza); D.Lgs. 8/4/2013 n. 39 (Inconferibilità/incompatibilità); DPR 16/4/2013 n. 62 — Codice generale di comportamento, artt. 15-16 (formazione); DPR 30/6/2023 n. 81 — modifiche al Codice di comportamento; D.Lgs. 30/3/2001 n. 165 artt. 7-bis, 53, 54, 55-bis; D.Lgs. 10/3/2023 n. 24 (Whistleblowing); D.L. 9/6/2021 n. 80 conv. L. 6/8/2021 n. 113 (PIAO); DM DPF 30/6/2022 n. 132 (Regolamento PIAO); D.Lgs. 27/10/2009 n. 150 come modif. dal D.Lgs. 25/5/2017 n. 74 (ciclo della performance); CCNL Funzioni Locali 16/11/2022 art. 47 (formazione). Prassi ANAC: Piani Nazionali Anticorruzione 2013-2015, 2016, 2019, 2022; delibere ANAC di aggiornamento; modelli standard di relazione annuale RPCT. Buone pratiche: Segreteria Generale del Comune di Torino — sistema di formazione anticorruzione con e-learning tracciato, monitoraggio per settore/dirigenza, indicatore di conformità nella relazione annuale, responsabilità dirigenziale e rilevanza ai fini della valutazione della performance. Articoli collegati sul sito: Il whistleblowing negli enti locali: D.Lgs. 24/2023; Il PIAO — Piano Integrato di Attività e Organizzazione; Il Codice di comportamento integrativo del Comune; Dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità; Il conflitto di interessi e l'obbligo di astensione; Il RPCT — Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. Le considerazioni espresse hanno finalità divulgativa e non costituiscono parere professionale.