La riunione congiunta delle Commissioni ANCI Finanza Locale e Politiche Sociali del 22 giugno 2026, ospitata nella sede nazionale dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha rappresentato uno snodo politico-tecnico cruciale per l'attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Sul tavolo: il nuovo sistema di garanzia introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, il DPCM in corso di emanazione entro il 30 giugno 2026 sui livelli di spesa di ciascun Ambito Territoriale Sociale, il quadro frammentato dei fondi nazionali, le proposte sistematiche di ANCI e IFEL per un'attuazione progressiva ed efficace. Questo articolo ricostruisce l'analisi tecnica emersa dall'incontro e ne traduce gli esiti in indicazioni operative per i Comuni, in particolare per gli enti capofila di Ambito e per i Consorzi Sociali (come il Consorzio Sociale RI/1 per il Distretto Rieti 1). Per la cornice sistematica dei LEPS già in vigore, si rinvia all'approfondimento sistematico sui servizi sociali e i LEPS.

📌 In sintesi. La Legge di Bilancio 2026 istituisce un sistema di garanzia correlato alla determinazione di un livello di spesa di riferimento per ciascun Ambito Territoriale Sociale (ATS) «al fine di garantire progressivamente, a partire dal 2027, i livelli essenziali delle prestazioni». Entro il 30 giugno 2026, mediante DPCM, dovranno essere definiti i livelli di spesa per ciascun ATS. La novità rappresenta — secondo ANCI e IFEL — un «importante passo in avanti visto che per la prima volta si tenta di ricondurre ad un quadro unitario i LEPS già esistenti e i nuovi LEPS introdotti». Ma il percorso attuativo è gravato da tre criticità sostanziali (quantificazione difforme, frammentazione dei fondi, disparità territoriale) per le quali ANCI e IFEL hanno formulato una roadmap 2026-2030 in quattro fasi.

1. Il quadro normativo e la riunione ANCI del 22 giugno 2026

I Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali sono lo strumento — di matrice costituzionale (art. 117, c. 2, lett. m), Cost.) — con cui lo Stato definisce le prestazioni che devono essere garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il loro quadro vigente è il risultato dell'intreccio di più interventi successivi:

FonteOggetto
Cost. art. 117, c. 2, lett. m)Competenza esclusiva dello Stato sui «livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali» (matrice costituzionale)
L. 8 novembre 2000, n. 328Legge-quadro di riforma del sistema integrato di interventi e servizi sociali; istituzione dell'Ambito Territoriale Sociale (ATS) e del Piano Sociale di Zona
D.Lgs. 15 settembre 2017, n. 147Disciplina del Reddito di Inclusione (poi superato da RdC e ADI); introduzione strutturale della Rete della protezione e dell'inclusione sociale e del Piano Sociale Nazionale triennale
L. 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022), cc. 159-171Il «pacchetto LEPS»: prima formalizzazione legislativa dei principali Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali con relativi obiettivi di servizio
D.M. 22 settembre 2023 e successiviAtti attuativi del pacchetto LEPS — standard di servizio, modalità di monitoraggio, regolazione dei riparti
D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29Riforma del Sistema Nazionale per la Non Autosufficienza degli Anziani (SNAA); LEPS settoriali per la non autosufficienza
🆕 Legge di Bilancio 2026Istituzione del sistema di garanzia dei LEPS con determinazione del livello di spesa di riferimento per ciascun ATS; DPCM attuativo da emanare entro il 30 giugno 2026; obiettivo di garantire progressivamente i LEPS a partire dal 2027

1.1 La riunione congiunta del 22 giugno 2026

La riunione congiunta delle Commissioni ANCI Finanza Locale e Politiche Sociali del 22 giugno 2026 — convocata in vista dell'imminente emanazione del DPCM attuativo del sistema di garanzia — ha riunito i principali responsabili tecnici dell'Associazione:

  • Veronica Nicotra, Segretario Generale ANCI;
  • Matilde Celentano, Delegata Welfare e Sindaca di Latina;
  • Mauro Guerra, Presidente della Commissione Finanza Locale;
  • Andrea Ferri, Responsabile Finanza Locale ANCI-IFEL;
  • Annalisa D'Amato, Responsabile dell'Area Welfare;
  • Samantha Palombo, Responsabile del Dipartimento Welfare.

L'incontro si è chiuso con la pubblicazione, sul sito di IFEL, di due documenti tecnici di lavoro (slide di sintesi) — disponibili al download diretto:

📥 Documentazione tecnica ANCI-IFEL — scaricabile in PDF

📄 «LEPS e Sistema di Garanzia — contenuti e posizione»
Documento di posizione ANCI-IFEL per il Coordinamento Tecnico-Finanza Sociale · 25 slide

⬇ Scarica PDF

📄 «Il quadro dei fondi sociali»
Analisi della frammentazione dei fondi nazionali (Fondo Povertà MLPS, FNA, Dopo di Noi, Fondo Unico Inclusione Disabilità) con criticità e proposte · 13 slide

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Fonte ufficiale: Fondazione IFEL — ifelinforma-news del 23 giugno 2026. I link puntano direttamente alla risorsa di terze parti; il sito non è responsabile dei contenuti esterni.

2. Il sistema di garanzia della Legge di Bilancio 2026

La novità di sistema introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è la formalizzazione di un «sistema di garanzia» dei LEPS, articolato su due pilastri:

🎯 Pilastro 1 — Livello di spesa di riferimento per ciascun ATS

Per la prima volta, lo Stato definisce — Ambito per Ambito — un livello di spesa di riferimento coerente con l'erogazione dei LEPS. È il superamento di una logica per fondi disgiunti a favore di una logica unitaria di Ambito: la prestazione sociale viene parametrata alla dimensione organizzativa effettiva del servizio sul territorio.

🎯 Pilastro 2 — Definizione tramite DPCM entro il 30 giugno 2026

Il DPCM attuativo — da emanare entro il 30 giugno 2026 — definirà i livelli di spesa per ciascun ATS. La scadenza è stretta: l'imminenza dell'atto è la ragione che ha indotto ANCI e IFEL a convocare la riunione del 22 giugno 2026 per consolidare la posizione associativa.

L'obiettivo dichiarato è di «garantire progressivamente, a partire dal 2027, i livelli essenziali delle prestazioni». La progressività è la cifra di lettura corretta della riforma: non un «big bang» al 1° gennaio 2027, ma un percorso pluriennale che — come ribadito da ANCI-IFEL — è «l'unico approccio che consente di raccordare sostenibilità finanziaria, capacità amministrativa e tutela effettiva dei diritti sociali».

📌 Il valore politico-istituzionale. Secondo ANCI e IFEL, la legge «determina un importante passo in avanti visto che per la prima volta si tenta di ricondurre ad un quadro unitario: i LEPS già esistenti e i nuovi LEPS introdotti». Si supera così l'approccio storicamente settoriale (un LEPS per ogni programma di finanziamento) in favore di una logica complessiva e di Ambito.

3. I sette LEPS analizzati nella riunione

La riunione ANCI ha messo a fuoco sette aree tematiche di LEPS che il sistema di garanzia dovrà ricondurre a unità:

1. Pronto intervento sociale 2. Dimissioni protette 3. Prevenzione allontanamento familiare 4. Progetto di vita indipendente 5. Obiettivi di servizio del sociale 6. Sistemi di monitoraggio e rendicontazione 7. Meccanismi di finanziamento

3.1 Pronto intervento sociale

Il pronto intervento sociale garantisce la presa in carico in situazioni di emergenza (violenza domestica, abbandono minori, povertà estrema, persone senza dimora). È stato uno dei primi LEPS strutturati con standard operativi (presenza di operatori reperibili 24/7, raccordo con il 1522 e con i servizi di emergenza sanitaria). Criticità segnalata da ANCI: la copertura territoriale resta disomogenea; molti ATS sotto soglia organizzativa.

3.2 Servizi per le dimissioni protette

Le dimissioni protette dagli ospedali — per pazienti fragili che tornano al domicilio o in struttura — richiedono una presa in carico integrata sociale e sanitaria. Sono il LEPS più sensibile per il raccordo tra Comuni-ATS e ASL/Distretti Sanitari. Criticità: la coincidenza tra ATS e Distretto sanitario, che la L. 328/2000 indica come obiettivo, non è ovunque realizzata; nei territori dove il raccordo è debole, il LEPS dimissioni protette è di fatto inattuato.

3.3 Prevenzione dell'allontanamento familiare

La prevenzione dell'allontanamento familiare — programma PIPPI come modello — opera sui minori in famiglie in difficoltà, evitando il collocamento in struttura (con costi sociali ed economici elevati) attraverso un intervento multidisciplinare e domiciliare. Criticità: la presa in carico richiede personale specializzato e formazione continua; molti ATS faticano a reclutare assistenti sociali in numero adeguato (LEPS strutturale: 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti per ATS).

3.4 Progetto di vita indipendente

Il progetto di vita indipendente per le persone con disabilità — definito ex art. 14 L. 328/2000 e oggi ridefinito nel quadro della riforma disabilità (D.Lgs. 222/2023 e successivi) — accompagna la persona nella costruzione del proprio progetto personalizzato, con sostegni educativi, abitativi e lavorativi. Criticità: la presa in carico unitaria richiede l'integrazione tra Comuni, ASL e INPS; il modello è ancora in costruzione.

3.5 Obiettivi di servizio del sociale

Gli obiettivi di servizio sono i target quantitativi che misurano l'erogazione effettiva di un LEPS (es. numero di prese in carico/popolazione, ore di assistenza domiciliare, posti in pronto intervento). Sono lo strumento di misurabilità dei LEPS: senza target quantitativi, il LEPS resta un'enunciazione astratta. Criticità: gli obiettivi sono fissati in modo difforme tra LEPS e non sempre dispongono di una base statistica adeguata.

3.6 Sistemi di monitoraggio e rendicontazione

I sistemi di monitoraggio — piattaforme del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sistema informativo SIUSS — raccolgono i dati di erogazione dei LEPS. Sono lo strumento di verifica dell'effettività del livello essenziale e di orientamento degli interventi statali. Criticità: ANCI chiede di accedere alle piattaforme di monitoraggio del Ministero del Lavoro per contribuire al miglioramento del sistema, oggi alimentato senza ritorno informativo agli enti locali.

3.7 Meccanismi di finanziamento

I meccanismi di finanziamento riguardano la trasversalità dei fondi nazionali che alimentano i LEPS (Fondo Povertà, FNA, Dopo di Noi, Fondo Unico Inclusione Disabilità). La frammentazione dei fondi — ciascuno con regole e tempi propri — è la principale criticità sistemica. Vedi par. 7.

4. Le tre criticità sostanziali

ANCI e IFEL hanno individuato tre criticità sostanziali che ostacolano l'effettiva attuazione del sistema di garanzia:

⚠️ Criticità 1 — Quantificazione e misurazione difformi.

«Non tutti questi LEPS hanno lo stesso grado di quantificazione, misurabilità e copertura finanziaria». Solo alcuni LEPS — il servizio sociale professionale, il pronto intervento — dispongono di standard organizzativi e di sistemi di monitoraggio per verificare se, dove e in quale misura il LEPS è erogato. Per molti altri LEPS la base informativa è frammentaria, gli obiettivi di servizio non sono definiti con precisione e la copertura finanziaria resta indiretta (a valere su fondi multi-target). Il sistema di garanzia non può funzionare correttamente in queste condizioni: occorre prima standardizzare e misurare.

⚠️ Criticità 2 — Frammentazione dei fondi.

«L'attuale frammentazione dei fondi erogati dallo Stato rappresenta un ostacolo per lo sviluppo dei servizi sociali comunali, anche per l'attuazione dei LEPS». Ogni Ministero o Dipartimento gestisce un fondo proprio (MLPS per Povertà, FNA, Dopo di Noi; PCM Disabilità per il Fondo Unico Inclusione Disabilità), con tempi di erogazione, regole di riparto, standard di rendicontazione e vincoli di destinazione diversi. Per il Comune capofila di Ambito, gestire questa frammentazione assorbe una quota significativa della capacità organizzativa, sottraendola all'erogazione effettiva dei servizi.

⚠️ Criticità 3 — Disparità territoriale (rischio penalizzazione ATS deboli).

Equiparare fabbisogni standard e spesa storica necessaria risulta penalizzante per gli ATS più deboli: gli Ambiti che storicamente hanno sotto-investito nei servizi — spesso quelli con maggior fabbisogno oggettivo per ragioni demografiche o socioeconomiche — potrebbero vedersi parametrare il livello di spesa di riferimento alla bassa spesa storica, perpetuando il sotto-finanziamento. Il sistema di garanzia deve incorporare un meccanismo perequativo che riconosca il differenziale tra fabbisogno oggettivo e capacità storica di erogazione.

5. Le proposte ANCI-IFEL per l'attuazione progressiva

A fronte di queste criticità, ANCI e IFEL hanno formulato un pacchetto organico di proposte articolate su cinque assi.

5.1 Percorso di attuazione progressivo

Il principio-cardine è la progressività: procedere in modo graduale per rendere i livelli essenziali «conoscibili, quantificabili, misurabili e finanziabili, in un quadro di standardizzazione dei servizi sociali comunali». La progressività non è una scappatoia per dilazionare il diritto, ma il modo realisticamente sostenibile di costruirlo.

5.2 Revisione ampia dei fondi nazionali

La revisione del quadro dei fondi è la condizione abilitante dell'effettività del sistema di garanzia. ANCI-IFEL propone:

  • Tempi certi e più brevi di assegnazione delle risorse ai Comuni e agli ATS (il ritardo nei riparti è la principale ragione di sotto-utilizzo);
  • Maggiore flessibilità nell'utilizzo: gestione locale delle soglie ISEE, tolleranza nell'utilizzo trasversale tra diversi obiettivi (es. spostamento di risorse tra interventi povertà e interventi non autosufficienza in funzione del bisogno emergente);
  • Semplificazione delle rendicontazioni: oggi ogni fondo ha un sistema di rendicontazione proprio, con duplicazione del lavoro per gli uffici;
  • Superamento dei blocchi di finanziamento per incompletezza della rendicontazione: meccanismi di integrazione progressiva in luogo del blocco totale dell'erogazione.

5.3 Accesso alle piattaforme di monitoraggio

ANCI chiede di accedere alle piattaforme di monitoraggio del Ministero del Lavoro (SIUSS e altre) per contribuire al miglioramento del sistema. Il flusso di dati che gli enti locali oggi alimentano è ritornato in forma parziale e con ritardo: l'accesso strutturale dell'ANCI ai dati aggregati permetterebbe un confronto tecnico più efficace con i Ministeri sul disegno dei riparti e degli obiettivi di servizio.

5.4 Stima dei fabbisogni standard a livello ATS

Cuore tecnico della proposta: stimare i fabbisogni standard a livello di Ambito Territoriale Sociale, per determinare se e in quale misura i LEPS comportano fabbisogni aggiuntivi rispetto alle risorse oggi disponibili. È la metodologia che già il sistema fiscale-finanziario applica per i comparti istituzionali (fabbisogni standard SOSE-IFEL); estenderla ai servizi sociali è il passaggio mancante per dare una base oggettiva al sistema di garanzia.

5.5 Co-progettazione del DPCM

ANCI ha chiesto un tavolo di confronto tecnico con il Governo per la stesura del DPCM in vista della scadenza del 30 giugno 2026. La logica è quella della co-progettazione tra livello statale e livello locale, in coerenza con i principi della sussidiarietà verticale e della leale collaborazione richiamati dalla Corte costituzionale come architettura della disciplina dei LEPS.

6. La roadmap 2026-2030 in quattro fasi

La proposta tecnica di ANCI-IFEL si traduce in una roadmap in quattro fasi distribuita su quattro anni:

2026 — Fase 1: Ricognizione dei LEPS

Censimento sistematico dei LEPS oggi vigenti (legali, settoriali, contrattati) e mappatura della loro erogazione effettiva sul territorio. Costruzione di un catalogo unitario dei LEPS che riconduca a unità l'insieme settoriale.

2027 — Fase 2: Quantificazione di obiettivi e costi unitari

Per ciascun LEPS catalogato: definizione di obiettivi di servizio quantitativi (es. percentuali di copertura della popolazione target) e di costi unitari standard (costo per beneficiario, costo per Ambito, costo per ora di servizio). È la base tecnica per la stima dei fabbisogni standard.

2028 — Fase 3: Monitoraggio dei divari territoriali

Costruzione di un sistema di monitoraggio degli ATS che evidenzi il divario tra fabbisogno standard e copertura effettiva. Identificazione delle aree di sotto-erogazione che richiedono interventi perequativi. Apertura strutturale dell'accesso ai dati al sistema ANCI.

2028-2030 — Fase 4: Adeguamento progressivo tra fabbisogni e risorse

Allineamento graduale dei livelli di spesa di riferimento ai fabbisogni standard stimati, con meccanismo perequativo per gli ATS più deboli. Coordinamento con la riforma dei fondi nazionali. Verifica annuale del sistema di garanzia.

7. Il quadro dei fondi sociali nazionali

Le slide ANCI-IFEL sul «Quadro dei fondi sociali» ricostruiscono il panorama frammentato dei fondi nazionali che alimentano i LEPS. Quattro fondi principali, tre Ministeri/Dipartimenti, regole tutte diverse.

FondoTitolareFunzione
Fondo PovertàMinistero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS)Sostegno agli interventi di contrasto alla povertà (segretariato sociale, pronto intervento, povertà estrema, ADI/SFL, servizi per persone senza dimora)
Fondo Nazionale Non Autosufficienze (FNA)MLPSSostegno alle persone non autosufficienti (anziani non autosufficienti, disabili gravi); ADI; vita indipendente
Fondo Dopo di NoiMLPS (di concerto con il Ministro per la Disabilità)Sostegno alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare; progetti di vita indipendente; abitare assistito
Fondo Unico per l'Inclusione delle Persone con DisabilitàMEF / PCM — Ministro per la DisabilitàStrumento unificante delle risorse dedicate alla disabilità nel quadro della riforma in corso (D.Lgs. 222/2023 e successivi)

7.1 Criticità sistemiche della frammentazione

  • Tempi disomogenei di riparto e di erogazione (uno stesso Ambito può attendere mesi diversi tra un fondo e l'altro);
  • Regole di rendicontazione diverse, con duplicazione del lavoro per gli uffici dei piccoli ATS;
  • Vincoli di destinazione rigidi che impediscono di adattare la spesa al bisogno effettivo del territorio;
  • Blocchi di finanziamento per ritardi o incompletezza della rendicontazione: penalizza gli Ambiti più deboli organizzativamente, mentre dovrebbe sostenerli;
  • Mancanza di una visione complessiva dei flussi reali in ingresso e dei risultati di erogazione.

7.2 Le proposte ANCI sui fondi

La revisione dei fondi proposta da ANCI-IFEL si articola sui quattro punti già richiamati (tempi certi, flessibilità, semplificazione rendicontazioni, superamento blocchi) ed è la condizione strutturale perché il sistema di garanzia possa funzionare: senza un riordino dei flussi finanziari sottostanti, la determinazione di un livello di spesa di riferimento resterebbe un esercizio nominalistico.

8. La stima dei fabbisogni standard a livello ATS

La proposta più tecnica — e più gravida di conseguenze — è la stima dei fabbisogni standard a livello di Ambito Territoriale Sociale. La metodologia richiama quella applicata da SOSE-IFEL per i fabbisogni standard dei Comuni nelle funzioni fondamentali (utilizzata nei criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale).

📌 Perché stimare i fabbisogni standard è dirimente. Determinare il livello di spesa di riferimento dei LEPS solo sulla base della spesa storica dei singoli ATS riprodurrebbe le disuguaglianze esistenti: chi ha sotto-investito storicamente verrebbe parametrato a basso livello, chi ha investito molto verrebbe premiato. La stima dei fabbisogni standard consente invece di calcolare quanto servirebbe oggettivamente a ciascun ATS in funzione di indicatori di popolazione target, contesto socioeconomico, complessità organizzativa. La differenza tra fabbisogno standard e spesa storica misura il fabbisogno aggiuntivo: è da qui che si parametra l'investimento progressivo previsto dalla roadmap.

9. Riflessi per i Comuni e per gli Ambiti

9.1 Per i Comuni capofila di Ambito

I Comuni capofila di ATS — figure giuridicamente investite della responsabilità di erogazione dei LEPS sull'intero Ambito — sono i destinatari diretti del sistema di garanzia. Le ricadute operative immediate:

  • Monitorare il DPCM in emanazione entro il 30 giugno 2026: il livello di spesa di riferimento sarà il parametro su cui costruire il Piano di Zona 2027;
  • Aggiornare il Piano Sociale di Zona in coerenza con il livello di spesa di riferimento dell'ATS;
  • Rafforzare l'Ufficio di Piano per gestire la fase di ricognizione 2026 e la quantificazione 2027;
  • Costruire una contabilità analitica sui LEPS per disporre dei dati richiesti dal monitoraggio.

9.2 Per i Consorzi Sociali (caso reatino)

Nei territori dove la gestione è affidata a un Consorzio Sociale — come il Consorzio Sociale RI/1 per il Distretto Rieti 1 (cfr. approfondimento sui Consorzi Sociali) — il sistema di garanzia trova un'interlocuzione centralizzata: il Consorzio rappresenta l'intero Ambito e gestisce direttamente i flussi finanziari dei fondi sociali. Implicazioni:

  • il Direttore dell'Ufficio di Piano diventa l'interlocutore tecnico naturale per la rilevazione del fabbisogno standard di Ambito;
  • l'Assemblea Consortile dei Sindaci e il Consiglio di Amministrazione devono assumere consapevolezza dell'impatto del sistema di garanzia sulla programmazione triennale del Consorzio;
  • il Contratto di Servizio coi Comuni va aggiornato in coerenza con i nuovi parametri di erogazione e di rendicontazione.

9.3 Per i piccoli Comuni

I piccoli Comuni (≤ 5.000 abitanti) — molti dei quali nei territori montani e interni — sono spesso quelli con maggior fabbisogno oggettivo e minor capacità organizzativa autonoma. Per loro la gestione associata via Ambito (Consorzio, Unione, Convenzione ex art. 30 TUEL) è strutturale. Il sistema di garanzia, se ben tarato sui fabbisogni standard, può rappresentare una leva di compensazione dei divari storici.

🧭 10 punti per posizionarsi al meglio nella fase di attuazione

  1. Monitorare l'emanazione del DPCM entro il 30 giugno 2026 e i suoi allegati con il livello di spesa di riferimento per l'ATS di appartenenza.
  2. Acquisire i due documenti tecnici ANCI-IFEL di posizione (slide LEPS-Sistema di Garanzia + slide Fondi Sociali) come strumento di lavoro per la programmazione 2027.
  3. Convocare l'Ufficio di Piano (o il Direttore del Consorzio Sociale) per una ricognizione interna dei LEPS effettivamente erogati e di quelli formalmente programmati ma non operativi.
  4. Aggiornare il Piano Sociale di Zona: il prossimo aggiornamento o la prossima programmazione triennale dovrà già recepire il parametro del livello di spesa di riferimento.
  5. Costruire una mappatura dei fondi oggi affluiti all'ATS (Fondo Povertà, FNA, Dopo di Noi, Fondo Unico Inclusione Disabilità), con tempistiche di erogazione e rendicontazioni in corso.
  6. Censire i divari di erogazione: per ciascun LEPS, verificare la presenza/assenza del servizio, gli standard organizzativi (es. 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti), il bacino di utenza coperto.
  7. Predisporre la posizione dell'ATS in vista della consultazione del DPCM: documentare le specificità territoriali (dispersione, anziani, fragilità) che incidono sul fabbisogno.
  8. Coordinarsi con la Conferenza dei Sindaci dell'Ambito per condividere una posizione politica unitaria sui criteri di riparto e sui meccanismi di garanzia.
  9. Rafforzare l'integrazione sociosanitaria con il Distretto ASL (LEPS dimissioni protette, vita indipendente, prevenzione allontanamento): senza integrazione, molti LEPS sono di fatto inattuati.
  10. Aggiornare DUP e PIAO della stazione capofila con la riforma LEPS come obiettivo strategico pluriennale: ricognizione 2026, quantificazione 2027, monitoraggio 2028, adeguamento 2028-2030 in coerenza con la roadmap ANCI-IFEL.

Conclusioni

Il sistema di garanzia dei LEPS introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 rappresenta — per la prima volta — un tentativo di ricondurre a unità il quadro frammentato dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. La novità è di metodo prima ancora che di contenuto: superare la logica per fondi disgiunti a favore di una logica unitaria di Ambito Territoriale Sociale, con un livello di spesa di riferimento parametrato all'effettiva erogazione del servizio sul territorio.

ANCI e IFEL hanno colto la portata della riforma — «importante passo in avanti» — ma hanno anche segnalato tempestivamente i tre nodi sostanziali da sciogliere: la quantificazione difforme dei LEPS, la frammentazione dei fondi, il rischio di penalizzazione degli ATS più deboli. La roadmap in quattro fasi (2026 ricognizione → 2027 quantificazione → 2028 monitoraggio dei divari → 2028-2030 adeguamento progressivo) è la proposta tecnica più matura oggi sul tavolo per dare al sistema di garanzia una base di realizzabilità effettiva.

Per il Segretario Comunale dell'ATS, e in particolare per chi opera in territori come il reatino con Consorzi Sociali a gestione centralizzata e un'orografia che amplifica i divari di accesso, la fase 2026-2027 è decisiva: la ricognizione seria dei LEPS oggi erogati e la posizione coerente nei tavoli di consultazione del DPCM determineranno il punto di partenza del livello di spesa di riferimento per i prossimi tre anni. Iniziare oggi è il modo per non subire il sistema, ma per contribuire a costruirlo.

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Fonti consultate: Fondazione IFEL — Articolo «Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) — Le difficoltà e le proposte per l'attuazione della legge di bilancio nell'analisi di ANCI e IFEL», fondazioneifel.it · ifelinforma-news del 23 giugno 2026; documento tecnico «LEPS e Sistema di Garanzia — contenuti e posizione» (slide ANCI-IFEL del 22 giugno 2026) — PDF scaricabile; documento tecnico «Il quadro dei fondi sociali» (slide ANCI-IFEL del 22 giugno 2026) — PDF scaricabile. Normativa primaria: Cost. art. 117, c. 2, lett. m); L. 8 novembre 2000, n. 328 (legge-quadro servizi sociali); D.Lgs. 15 settembre 2017, n. 147 (introduzione strutturale del sistema antipovertà); L. 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022), art. 1, cc. 159-171 (pacchetto LEPS); D.M. 22 settembre 2023 (atti attuativi LEPS); D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Sistema Nazionale per la Non Autosufficienza degli Anziani — SNAA); Legge di Bilancio 2026 (sistema di garanzia LEPS + DPCM 30/6/2026); D.Lgs. 222/2023 e successivi (riforma disabilità, Fondo Unico Inclusione Disabilità). Atti istituzionali e tecnici: Riunione congiunta Commissioni ANCI Finanza Locale e Politiche Sociali del 22 giugno 2026; documenti tecnici ANCI-IFEL pubblicati il 23 giugno 2026; sistema informativo SIUSS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali); metodologia fabbisogni standard SOSE-IFEL. Le considerazioni espresse rappresentano riflessioni personali e non costituiscono parere professionale.