Il dibattito sull'intelligenza artificiale applicata ai procedimenti tributari ha conosciuto nel giugno 2026 una nuova polarizzazione. Da una parte, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha riaffermato il principio della riserva di umanità: nessun avviso di accertamento sarà mai emesso da un algoritmo, e la valutazione finale resterà sempre affidata a un funzionario. Dall'altra, l'Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco presieduto da Carlo Carmine ha replicato proponendo un uso dell'IA non come sostituto ma come filtro qualitativo: capace di prevenire accertamenti fragili, prescritti o decaduti che oggi alimentano un contenzioso massiccio (la replica è riportata da Sergio Governale su ItaliaOggi del 15 giugno 2026). Per gli Uffici Tributi degli enti locali — che gestiscono IMU, TARI, CUP, addizionali — il dibattito non è teorico: investe direttamente la programmazione delle attività di accertamento massivo, le scelte di software, l'organizzazione del lavoro, e — in ultima analisi — i tassi di soccombenza nel contenzioso tributario.

📌 In sintesi: il dibattito 2026 sull'IA nel Fisco è dominato da due posizioni: (a) la riserva di umanità di Carbone (AdE) — il funzionario decide sempre; (b) il filtro qualitativo di Carmine (Osservatorio Imprese-Fisco) — l'IA serve a evitare accertamenti destinati a generare solo contenzioso. La distinzione operativa centrale è tra questioni «bianco o nero» (prescrizione, decadenza, notifica, residenza catastale) — automatizzabili — e questioni interpretative (abuso del diritto, inerenza, antieconomicità) — riservate al giudizio umano. Per i Comuni il discorso si traduce in: software intelligenti di pre-screening sugli accertamenti IMU/TARI (cui la prescrizione/decadenza/notifica sono profili centrali) + presidio umano del Funzionario Responsabile sulle valutazioni discrezionali. Quadro normativo di riferimento: Reg. UE 2024/1689 (AI Act), L. 132/2025, art. 22 GDPR, Cons. Stato 8472/2019 e 2270/2019, TAR Sicilia 1157/2026 (sei limiti invalicabili all'automazione).

1. Il quadro normativo dell'IA nella pubblica amministrazione

L'applicazione dell'IA nei procedimenti tributari si muove all'interno di un sistema multilivello di fonti, costruito in pochi anni attraverso interventi del legislatore eurounitario, di quello nazionale e attraverso decisioni della giurisprudenza amministrativa.

Fonte Oggetto
Costituzione, artt. 3, 24, 97, 113 Imparzialità e buon andamento; tutela giurisdizionale; sindacabilità degli atti amministrativi
Reg. UE 2016/679 (GDPR), art. 22 Divieto di decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici significativi sull'interessato; eccezioni e diritto a contestazione
Reg. UE 2024/1689 («AI Act») Classificazione dei sistemi IA in fasce di rischio; obblighi di trasparenza, sicurezza, vigilanza umana per sistemi ad alto rischio (es. amministrazione fiscale)
L. 23 settembre 2025, n. 132 Riserva di umanità nei procedimenti amministrativi e nei servizi intellettuali; art. 13 (servizi intellettuali)
D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD), artt. 12, 41, 64-bis Diritto alla buona amministrazione digitale; standard per i servizi automatizzati
L. 7 agosto 1990, n. 241, artt. 1, 3, 6-bis Principi del procedimento amministrativo; motivazione del provvedimento; conflitto di interessi
L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) Diritti del contribuente; contraddittorio; motivazione degli atti tributari (rafforzato dal D.Lgs. 219/2023)
D.Lgs. 14 dicembre 2023, n. 219 Riforma dello Statuto del contribuente: contraddittorio preventivo art. 6-bis; abrogazione del reclamo-mediazione; principio del ne bis in idem tributario
D.Lgs. 14 settembre 2024, n. 87 Riforma del sistema sanzionatorio tributario (entrata in vigore 1° settembre 2024)

1.1 La giurisprudenza-quadro

Tre pronunce hanno definito i capisaldi del rapporto tra algoritmo e provvedimento amministrativo italiano:

  • Cons. Stato, sez. VI, sent. 8 aprile 2019, n. 2270: l'algoritmo è un atto amministrativo informatico e in quanto tale deve rispettare i principi di trasparenza, conoscibilità, imparzialità; non è ammissibile la delega integrale del potere decisionale all'algoritmo;
  • Cons. Stato, sez. VI, sent. 13 dicembre 2019, n. 8472: conferma e specifica i tre principi cardine dell'algoritmo amministrativo — conoscibilità, non esclusività della decisione algoritmica, non discriminazione algoritmica;
  • TAR Sicilia, Catania, sez. III, 22 aprile 2026, n. 1157: enuncia il catalogo dei sei limiti invalicabili all'automazione nelle procedure pubbliche — riserva di umanità, imputabilità della decisione, trasparenza algoritmica, tutela dei diritti fondamentali, conoscibilità tecnica del modello, contraddittorio sostanziale.

Sul fronte specifico dell'amministrazione fiscale, l'AI Act classifica i sistemi di IA usati per l'attività tributaria come «ad alto rischio» (cfr. Allegato III), imponendo obblighi rafforzati di vigilanza umana, accountability, valutazione di impatto e gestione del rischio.

2. Il dibattito 2026: le due posizioni

Il dibattito di giugno 2026 si svolge tra due interlocutori principali e segna un confronto produttivo sull'uso strategico dell'IA nel sistema fiscale italiano.

🎯 POSIZIONE A — Direttore Agenzia delle Entrate

Vincenzo Carbone: «la riserva di umanità è inderogabile»

Nei suoi interventi pubblici delle ultime settimane, il direttore Carbone ha ribadito che l'intelligenza artificiale può essere utile per elaborare grandi quantità di dati e supportare l'attività dell'amministrazione finanziaria, ma non dovrà mai diventare il soggetto che decide l'emissione di un accertamento. Nessun avviso di accertamento potrà essere emesso da un algoritmo; la valutazione finale resterà sempre affidata a un funzionario.

🎯 POSIZIONE B — Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco

Carlo Carmine: «l'IA come unico strumento contro la replica degli errori»

«Dire no all'AI negli accertamenti sembra prudente, ma parte da un presupposto sbagliato, ovvero che oggi il sistema funzioni. La realtà invece è diversa, è fatta di accertamenti impugnati, sentenze ribaltate in Appello, orientamenti che cambiano in Cassazione. Troppo spesso l'esito dipende dal luogo, dalla Sezione, dal momento. L'intelligenza artificiale non è il problema. È l'unico strumento che può impedire che lo stesso errore venga replicato migliaia di volte». — Carlo Carmine, presidente Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco

Carmine prosegue introducendo la distinzione che è il vero contributo dottrinale dell'Osservatorio:

«Nel fisco esistono questioni 'bianco o nero', prescrizione sì o no, decadenza sì o no, notifica valida o no, dove la risposta è una sola, uguale per tutti, se i dati sono corretti e la regola è chiara. E poi esistono questioni interpretative — abuso del diritto, inerenza, antieconomicità — dove il giudizio umano resta insostituibile. Confondere le due cose significa rinunciare a usare la tecnologia proprio dove può eliminare l'arbitrio». — Carlo Carmine, in ItaliaOggi, 15/6/2026 (articolo di Sergio Governale)

Da qui l'invito a ribaltare la prospettiva: l'IA non serve solo a selezionare chi controllare, ma anche a capire quando un accertamento non deve partire. La frase chiave dell'Osservatorio è: «il miglior accertamento è quello che non parte».

3. «Bianco o nero» vs interpretativo: la distinzione operativa

La distinzione proposta dall'Osservatorio Imprese-Fisco è — sul piano operativo — il vero spartiacque metodologico nel discorso sull'IA nel tributario. La proviamo ad applicarla agli accertamenti dell'Ufficio Tributi del Comune:

Tipologia di questione Esempi (Comuni) Idoneità all'automazione
Questioni «bianco o nero»
  • Decadenza quinquennale ex art. 1 c. 161 L. 296/2006 (5 anni)
  • Prescrizione quinquennale del credito
  • Notifica valida o nulla (irreperibile, mancata sottoscrizione, indirizzo errato)
  • Soggettività passiva da banche dati catastali (proprietà, usufrutto)
  • Residenza anagrafica e abitazione principale (incrocio anagrafe-catasto)
  • Aliquote applicabili per fattispecie (sulla base del Prospetto MEF)
  • Versamenti effettuati (F24, PagoPA)
🟢 ALTA — automazione efficace previa qualità dei dati di input
Questioni interpretative
  • Abuso del diritto (art. 10-bis L. 212/2000)
  • Inerenza dei costi all'attività di impresa
  • Antieconomicità dei rapporti
  • Qualificazione catastale di immobili speciali (D/1, D/7, ex C/2)
  • Assimilazione dell'abitazione principale (genitore affidatario, anziani in istituto)
  • Strumentalità ai fini IMU di un fabbricato
  • Esenzioni soggettive con valutazione di fatto (no-profit, enti religiosi)
🔴 BASSA / RISERVATA — richiede valutazione del funzionario; IA solo come supporto istruttorio

💡 Il «filtro AI» a monte dell'accertamento

La proposta operativa dell'Osservatorio si traduce, in concreto, in un filtro algoritmico applicato prima dell'emissione dell'accertamento. L'IA non decide se l'accertamento è fondato nel merito; verifica però se l'accertamento sia amministrativamente sostenibile: rispetta i termini di decadenza? il debito è prescritto? la notifica può essere validamente effettuata all'indirizzo conosciuto? il debito è sotto la soglia minima di vantaggio per l'ente? Se la risposta è negativa su uno di questi profili, l'accertamento non parte, risparmiando contenzioso e costi.

4. La riserva di umanità e i sei limiti del TAR Sicilia 1157/2026

Il principio della riserva di umanità — invocato dal direttore dell'AdE — non è una mera affermazione di principio, ma trova il suo fondamento giurisprudenziale nella già citata pronuncia del TAR Sicilia, Catania, sez. III, 22 aprile 2026, n. 1157. Il Tribunale ha sintetizzato un catalogo di sei limiti invalicabili all'automazione delle procedure amministrative:

  1. Riserva di umanità — la decisione finale deve essere imputabile a un essere umano, non al sistema automatizzato;
  2. Imputabilità della decisione — deve essere chiaro chi ha deciso e con quali responsabilità giuridiche;
  3. Trasparenza algoritmica — il sistema deve essere conoscibile nel suo funzionamento (logica, dati di input, criteri di output);
  4. Tutela dei diritti fondamentali — proporzionalità, non discriminazione, dignità della persona, contraddittorio sostanziale;
  5. Conoscibilità tecnica del modello — gli interessati hanno diritto a comprendere — anche tramite linguaggio non tecnico — come l'algoritmo è arrivato alla decisione;
  6. Contraddittorio sostanziale — la possibilità per l'interessato di interloquire con un funzionario umano, anche per contestare l'esito algoritmico.

Per gli accertamenti tributari degli enti locali, questi sei limiti si traducono in concreti adempimenti procedurali: l'avviso di accertamento «AI-assisted» deve indicare quale algoritmo ha generato la pre-istruttoria, quali dati ha utilizzato, quali esiti ha proposto al funzionario, e dare al contribuente la possibilità di un contraddittorio sostanziale con un addetto in carne ed ossa.

5. Applicazioni concrete per gli Uffici Tributi degli enti locali

Il dibattito 2026 sull'IA nel Fisco non è di esclusivo interesse dell'Agenzia delle Entrate. Gli Uffici Tributi dei Comuni gestiscono ogni anno migliaia di posizioni IMU, TARI, CUP e contenziosi connessi. L'applicazione del modello «filtro AI» alla loro attività promette risultati tangibili.

5.1 IMU — il filtro pre-accertamento

Per gli accertamenti IMU, il sistema IA-assisted può svolgere — prima dell'emissione dell'avviso — una serie di controlli «bianco/nero»:

  • Verifica della residenza anagrafica alla data di riferimento (incrocio con APR);
  • Verifica della titolarità del diritto (proprietà, usufrutto, abitazione) sulla base delle visure catastali e di Sister;
  • Verifica dei termini di decadenza (5 anni ex art. 1 c. 161 L. 296/2006);
  • Verifica della validità della notifica (anagrafe aggiornata, indirizzo PEC iscritto al ReGiNDE, INI-PEC);
  • Incrocio dei versamenti effettuati (F24, PagoPA, c/c postale);
  • Verifica del numero di immobili nello stesso Comune di proprietà del soggetto (per identificazione automatica di abitazione principale unica);
  • Calcolo dell'aliquota corretta per categoria catastale ai sensi del Prospetto MEF.

Solo gli accertamenti che superano questi controlli (tutti «verdi») arrivano al funzionario per la valutazione del merito (es.: questa è davvero abitazione principale? la pertinenza è correttamente assimilata? esiste un'esenzione per la fattispecie?).

5.2 TARI — il filtro sulle utenze

Per la TARI, le applicazioni «bianco/nero» riguardano:

  • Verifica dell'occupazione effettiva (incroci anagrafici, ENEL, gestori utenze);
  • Verifica della superficie tassabile dalle planimetrie catastali (con margine di tolleranza ex art. 1 c. 645 L. 147/2013);
  • Identificazione di nuove utenze non dichiarate (incrocio TARI vs Camera di Commercio per le utenze produttive);
  • Verifica della cessazione dell'utenza per chiusura attività o sgombero abitazione;
  • Applicazione del bonus sociale rifiuti sulla base dei flussi SGAte.

5.3 Canone Unico Patrimoniale (CUP)

Per il CUP, l'IA può supportare:

  • Identificazione delle occupazioni non autorizzate di suolo pubblico (incroci con regime concessorio);
  • Verifica della scadenza delle concessioni e relativi rinnovi automatici;
  • Calcolo del canone forfettario per impianti TLC (€ 800 annui ex L. 160/2019);
  • Identificazione delle insegne pubblicitarie abusive tramite analisi di immagini satellitari o riprese aeree (con tutele di privacy GDPR).

5.4 Il caso «accertamento sotto-soglia»

💡 Una specifica applicazione strategica: gli accertamenti sotto-soglia. Il filtro AI può identificare a monte gli accertamenti il cui importo netto (al lordo dei costi di notificazione, contenzioso atteso, spese legali) risulta antieconomico per l'ente. La buona prassi suggerirebbe di non procedere all'accertamento sotto una soglia minima (€ 50-100 di norma) — l'IA può segnalarli automaticamente al funzionario per la scelta consapevole di non procedere. La gestione di questi accertamenti minori divora risorse senza vantaggio per il Comune.

6. Tutele del contribuente e trasparenza algoritmica

L'introduzione di sistemi IA-assisted negli accertamenti tributari comunali richiede l'implementazione robusta delle tutele del contribuente. Da osservare in particolare:

  1. Informativa GDPR art. 13-14: il regolamento sulle entrate deve informare i contribuenti sull'esistenza del processo automatizzato a monte dell'accertamento;
  2. Diritto al contraddittorio preventivo (art. 6-bis L. 212/2000): il funzionario, prima dell'emissione, dialoga con il contribuente sulla pretesa, dando atto degli esiti del pre-screening IA;
  3. Diritto a conoscere la logica dell'algoritmo (art. 22 GDPR + Cons. Stato 8472/2019): il contribuente può chiedere — in fase di contraddittorio o di ricorso — il funzionamento del modello e le ragioni dell'esito;
  4. Motivazione rafforzata dell'accertamento (D.Lgs. 219/2023): se l'avviso si fonda su esiti algoritmici, la motivazione deve esplicitare il ruolo del modello e le verifiche umane sovrapposte;
  5. Possibilità di contestazione del sistema: nel ricorso il contribuente può censurare la logica dell'algoritmo, non solo il risultato;
  6. Conservazione delle tracce: ogni esecuzione del sistema deve essere tracciata (input, processo, output) e accessibile in caso di contestazione.

7. Governance: come predisporre un sistema IA-assisted

L'adozione di sistemi IA-assisted nell'Ufficio Tributi comunale richiede una governance articolata. I passaggi essenziali sono:

7.1 Atti preliminari

  • Delibera di Giunta di principio sull'adozione del sistema IA, con motivazione dei benefici attesi e indicazione delle aree di applicazione;
  • Modifica del regolamento sulle entrate con previsione esplicita del pre-screening algoritmico, dei criteri operativi, dei meccanismi di tutela;
  • Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA) ex art. 35 GDPR, vista la natura dei trattamenti automatizzati su dati fiscali sensibili;
  • Designazione del DPO per supervisione sul sistema;
  • Patto di trasparenza sui criteri di prioritizzazione (es. soglie di importo, classi di rischio).

7.2 Selezione del software

La scelta del sistema IA deve garantire:

  • Spiegabilità degli output (modelli interpretabili o sistemi che restituiscano motivazioni in linguaggio naturale);
  • Auditability con log delle esecuzioni;
  • Conformità AI Act (Reg. UE 2024/1689) per sistemi ad alto rischio;
  • Conformità GDPR e CAD (interoperabilità, accessibilità);
  • Aggiornabilità in funzione dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale;
  • Localizzazione dei dati su server europei o italiani.

7.3 Formazione del personale

Il Funzionario Responsabile dei tributi e gli istruttori devono essere formati sull'uso del sistema, sulle sue limitazioni, sul significato degli output, e in particolare sul concetto chiave: il sistema suggerisce, non decide. La firma dell'avviso di accertamento — atto formale dell'ente — rimane integralmente nelle mani del funzionario, che si assume la responsabilità giuridica ai sensi dell'art. 1 c. 778 L. 160/2019.

8. Rischi operativi e profili di responsabilità

🚨 Cinque rischi operativi da presidiare.
  • Bias algoritmico: se il sistema è addestrato su dati storici contenenti pregiudizi (es. concentrazione di accertamenti su determinate aree o categorie), può riprodurre quei pregiudizi. Richiede audit periodici;
  • Dipendenza acritica: il funzionario che si limita a «firmare» gli output dell'IA senza verifica sostanziale ricade nel divieto di esclusività della decisione algoritmica. Profili di responsabilità erariale in caso di danno;
  • Errore sistemico: un errore di programmazione che colpisce migliaia di accertamenti contemporaneamente — possibile danno reputazionale e patrimoniale grave per l'ente;
  • Data breach: il sistema processa dati personali e tributari sensibili — obbligo di notifica al Garante e ai contribuenti ex art. 33-34 GDPR;
  • Disallineamento normativo: l'IA addestrata su dati anteriori a una modifica normativa può continuare ad applicare regole superate — richiede governance dell'aggiornamento.
✅ Dieci buone pratiche per un uso responsabile dell'IA negli accertamenti tributari.
  1. Distingui sempre questioni «bianco/nero» (automabili) da questioni interpretative (riservate al funzionario). Il sistema IA deve operare solo sulle prime; le seconde restano integralmente nelle tue mani.
  2. Usa l'IA come filtro pre-accertamento: il «miglior accertamento è quello che non parte» quando è destinato a generare solo contenzioso (prescrizione, decadenza, notifica invalida, soglie antieconomiche).
  3. Garantisci la trasparenza algoritmica: il regolamento sulle entrate e l'informativa al contribuente devono esplicitare l'esistenza del processo automatizzato a monte.
  4. Mantieni sempre la firma umana: l'avviso di accertamento è atto del Funzionario Responsabile (art. 1 c. 778 L. 160/2019), non dell'algoritmo. Verifica sostanziale di ogni output prima della firma.
  5. Garantisci il contraddittorio sostanziale ex art. 6-bis L. 212/2000: il contribuente deve poter interloquire con un funzionario umano sulla pretesa.
  6. Conduci una DPIA ex art. 35 GDPR prima dell'avvio del sistema. Designa il DPO per supervisione continua.
  7. Audita periodicamente il sistema per individuare bias, errori sistematici, disallineamenti normativi. Aggiorna l'addestramento.
  8. Forma il personale sull'uso responsabile: il sistema suggerisce, non decide. La responsabilità giuridica resta in capo all'amministrazione.
  9. Conserva le tracce di ogni esecuzione (input, processo, output) per consentire contestazioni e ricostruzioni ex post.
  10. Monitora l'evoluzione normativa e giurisprudenziale: AI Act, L. 132/2025, TAR Sicilia 1157/2026 e successive pronunce. La governance del sistema deve essere viva.

Conclusioni

Il dibattito tra il direttore dell'Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il presidente dell'Osservatorio Imprese-Fisco Carlo Carmine non è una contrapposizione antagonista, ma — letto in controluce — una sintesi possibile: la riserva di umanità sulla decisione finale è inderogabile (e Carbone ha ragione su questo); ma all'interno del sistema esistono moltissime questioni «bianco/nero» sulle quali l'IA può migliorare drasticamente la qualità del lavoro amministrativo, prevenendo errori, contenziosi e sprechi (e Carmine ha ragione su questo). La sintesi è il modello AI-assisted, in cui l'algoritmo svolge un filtro qualitativo e l'umano decide.

Per gli Uffici Tributi degli enti locali, l'adozione progressiva di sistemi IA-assisted — con la dovuta governance, formazione, trasparenza e supervisione — promette tre risultati tangibili: (a) riduzione del contenzioso evitando gli accertamenti destinati alla soccombenza; (b) maggiore equità di trattamento (lo stesso fatto, lo stesso esito, ovunque); (c) liberazione di risorse umane per il presidio delle questioni interpretative complesse, dove davvero serve l'intelligenza del funzionario. Per il Segretario Comunale, il compito è quello di indirizzare l'Ufficio Tributi su una strada di innovazione consapevole, evitando sia la chiusura conservatrice sia l'entusiasmo acritico. La frase di Carmine — «il miglior accertamento è quello che non parte» — è un buon punto di partenza per ripensare l'organizzazione del lavoro tributario nel Comune.

Fonti di riferimento. Quadro normativo: Costituzione, artt. 3, 24, 97, 113; Reg. UE 2016/679 (GDPR), art. 22; Reg. UE 2024/1689 (AI Act), in particolare Allegato III sui sistemi ad alto rischio; L. 23 settembre 2025, n. 132, art. 13 (riserva di umanità nei servizi intellettuali); D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD), artt. 12, 41, 64-bis; L. 7 agosto 1990, n. 241, artt. 1, 3, 6-bis; L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente); D.Lgs. 14 dicembre 2023, n. 219 (contraddittorio preventivo art. 6-bis, abrogazione reclamo-mediazione, ne bis in idem); D.Lgs. 14 settembre 2024, n. 87 (nuove sanzioni dal 1/9/2024); L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1 c. 161 (decadenza quinquennale accertamenti tributi locali); L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1 c. 778 (Funzionario Responsabile IMU); L. 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1 cc. 639 ss. (TARI). Giurisprudenza-quadro: Cons. Stato, sez. VI, sent. 8 aprile 2019, n. 2270 (algoritmo come atto amministrativo informatico); Cons. Stato, sez. VI, sent. 13 dicembre 2019, n. 8472 (tre principi cardine: conoscibilità, non esclusività, non discriminazione); TAR Sicilia, Catania, sez. III, 22 aprile 2026, n. 1157 (sei limiti invalicabili all'automazione); TAR Lazio, Roma, sez. III bis, 2 febbraio 2026, n. 1895 (riserva di umanità nelle procedure concorsuali); Cons. Stato, sez. V, sent. 5 giugno 2026, n. 4520 (limiti IA nei concorsi). Fonti giornalistiche e dottrinali: Sergio Governale, «Utilizzo dell'IA in ambito tributario», ItaliaOggi, 15 giugno 2026 (interventi di Vincenzo Carbone, direttore Agenzia delle Entrate, e di Carlo Carmine, presidente Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco). Strumenti correlati: IMU 2026: fattispecie applicative + wizard di gestione; TARI 2026 e bonus sociale ARERA + wizard; IA e attività amministrativa: la riserva di umanità (TAR Sicilia 1157/2026); IA nei procedimenti relativi al personale; storia dell'IA nella PA e linee guida AgID; decreti attuativi della L. 132/2025; AI Act: divieto di rilevazione emozioni. Le considerazioni espresse hanno finalità divulgativa e non costituiscono parere professionale.