L'affidamento di incarichi legali da parte delle pubbliche amministrazioni è uno dei terreni più delicati e dibattuti del diritto dei contratti pubblici. La materia si colloca all'intersezione tra libertà professionale dell'avvocato, rapporto fiduciario con il cliente, obblighi di evidenza pubblica sull'impiego di risorse pubbliche, tutela dell'equo compenso dei professionisti, trasparenza e tracciabilità della spesa amministrativa. La disciplina di riferimento è dettata oggi dall'art. 56 c. 1 lett. h) del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (nuovo Codice dei contratti pubblici), che inserisce i servizi legali tra i contratti esclusi dalle ordinarie regole di evidenza pubblica — pur sottoponendoli ai principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e proporzionalità ex art. 3. La giurisprudenza più recente ha consolidato e arricchito il quadro: la sentenza TAR Lazio, Sez. V, n. 9870 del 28 maggio 2026 ha riaffermato il principio del rispetto delle regole sull'equo compenso; l'ordinanza del Consiglio di Stato n. 3462 del 4 maggio 2026 ha rimesso alla Corte di Giustizia UE la questione della compatibilità con il diritto europeo dell'obbligo di acquisizione del CIG, del pagamento del contributo ANAC e della tracciabilità dei flussi finanziari anche per gli incarichi legali esclusi. In questo approfondimento ricostruiamo il quadro per il Segretario Comunale.
- Disciplina nazionale: art. 56 c. 1 lett. h) D.Lgs. 36/2023 (servizi legali esclusi); art. 13 c. 5 (contratti esclusi soggetti ai principi); art. 3 (principio di accesso al mercato); art. 222 (vigilanza ANAC anche su contratti esclusi); art. 2230 c.c. (contratto d'opera intellettuale); L. 21 aprile 2023, n. 49 (equo compenso).
- Disciplina europea: art. 10 lett. d) direttiva 2014/24/UE (esclusione servizi legali); artt. 49 e 56 TFUE (libertà di stabilimento e prestazione servizi); art. 5 TFUE (proporzionalità); comunicazione interpretativa Commissione UE C-179/02 del 1/8/2006 (anche i contratti esclusi soggetti ai principi del Trattato); CGUE C-264/18 del 6/6/2019 (carattere fiduciario rapporto avvocato-cliente).
- Affidamento: non gara in senso stretto, ma procedimentalizzazione «temperata» — interpello su elenchi di avvocati dell'ente, criteri oggettivi di selezione, rotazione, motivazione adeguata, possibilità di affidamento diretto in casi particolari.
- Equo compenso: divieto di imporre compensi fissi a prescindere dal valore della controversia (TAR Lazio Sez. V n. 9870/2026); applicazione dei parametri forensi ex DM Giustizia 55/2014 e ss.mm.
- Tracciabilità, CIG, ANAC: il Cons. Stato ord. 4/5/2026 n. 3462 ha rimesso alla CGUE la questione della compatibilità con il diritto UE degli obblighi nazionali — il giudizio nazionale è sospeso; nelle more, restano applicabili gli obblighi vigenti (CIG + contributo ANAC + tracciabilità ex L. 136/2010).
- Trasparenza: pubblicazione obbligatoria ex art. 23 e 18 D.Lgs. 33/2013 degli atti di affidamento e dei dati dei beneficiari.
1. Il quadro normativo
La disciplina degli incarichi legali della PA si articola su tre livelli normativi: europeo (direttiva 2014/24/UE + Trattato UE), nazionale (Codice civile, Codice dei contratti pubblici, L. 49/2023 sull'equo compenso, L. 136/2010 sulla tracciabilità, D.Lgs. 33/2013 sulla trasparenza), regolamentare (regolamento interno dell'ente, atti ANAC).
| Fonte | Contenuto e portata |
|---|---|
| Art. 49 e 56 TFUE | Libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi nel mercato interno UE |
| Art. 5 TFUE | Principio di proporzionalità nell'azione dell'Unione e degli Stati membri |
| Direttiva 2014/24/UE — art. 10 lett. d) | Esclusione di alcuni appalti pubblici di servizi legali: rappresentanza legale in giudizio; consulenza legale connessa a procedimenti giurisdizionali |
| Comunicazione interpretativa Commissione UE C-179/02 (1/8/2006) | Anche gli appalti esclusi sono soggetti ai principi fondamentali del TFUE (libera prestazione di servizi, non discriminazione, imparzialità, trasparenza, proporzionalità) |
| CGUE C-264/18 (6/6/2019) | Sul carattere fiduciario del rapporto avvocato-cliente e sui limiti dell'evidenza pubblica |
| Art. 2230 c.c. | Contratto d'opera intellettuale — qualificazione civilistica dell'incarico legale |
| Art. 56 c. 1 lett. h) D.Lgs. 36/2023 | Esclusione dei servizi legali dalle ordinarie procedure di gara |
| Art. 13 c. 5 D.Lgs. 36/2023 | I contratti esclusi che offrono opportunità di guadagno economico sono affidati nel rispetto dei principi ex artt. 1, 2, 3 del Codice |
| Art. 3 D.Lgs. 36/2023 | Principio di accesso al mercato: concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza, proporzionalità |
| Art. 222 D.Lgs. 36/2023 | Funzioni di vigilanza ANAC, anche sui contratti esclusi |
| L. 21 aprile 2023, n. 49 (Equo compenso) | Disciplina nazionale dell'equo compenso: divieto di compensi fissi a prescindere dal valore; nullità delle pattuizioni in deroga |
| DM Giustizia 10 marzo 2014, n. 55 e ss.mm. | Parametri per la determinazione dei compensi forensi |
| L. 13 agosto 2010, n. 136 — art. 3 | Tracciabilità dei flussi finanziari relativi a lavori, servizi e forniture pubblici; obbligo di indicazione del CIG |
| D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 — artt. 18, 23 | Trasparenza: pubblicazione degli atti di affidamento e dei dati dei beneficiari |
| Delibera ANAC n. 584 del 19 dicembre 2023 | Conferma dell'obbligo di acquisizione del CIG e del pagamento del contributo ANAC anche per gli incarichi legali esclusi |
| TAR Lazio Sez. V n. 9870 del 28 maggio 2026 | Equo compenso: affidamento legale tramite interpello su elenchi e rotazione; divieto di compenso fisso |
| Cons. Stato ord. n. 3462 del 4 maggio 2026 | Rinvio pregiudiziale alla CGUE sulla compatibilità europea di CIG, contributo ANAC e tracciabilità per gli incarichi legali esclusi |
2. La natura giuridica: contratto d'opera intellettuale o appalto di servizi?
Una delle questioni che hanno animato il dibattito è la qualificazione giuridica dell'incarico legale conferito dalla PA: contratto d'opera intellettuale ex art. 2230 c.c. o appalto di servizi disciplinato dal Codice dei contratti?
📌 L'orientamento dottrinale e giurisprudenziale
Il Consiglio di Stato — nell'ordinanza n. 3462/2026 di rinvio CGUE — osserva che la questione rischia di assumere un carattere «meramente nominalistico»: ciò che conta non è tanto la qualifica formale dell'incarico, quanto il metodo di scelta del professionista e il livello di procedimentalizzazione richiesto nell'affidamento.
Sul piano sostanziale, l'incarico legale ha natura di contratto d'opera intellettuale (art. 2230 c.c.), caratterizzato dal rapporto fiduciario tra cliente e professionista (cfr. CGUE C-264/18, 6/6/2019). Tuttavia, quando il committente è una PA e il compenso è erogato con risorse pubbliche, l'incarico assume una natura pubblicistica che richiede il rispetto dei principi del Trattato UE e di alcuni obblighi nazionali (trasparenza, tracciabilità).
3. L'esclusione dell'art. 56 c. 1 lett. h) D.Lgs. 36/2023
L'art. 56 c. 1 lett. h) del nuovo Codice dei contratti pubblici recepisce l'art. 10 lett. d) della direttiva 2014/24/UE, escludendo dalle ordinarie regole di evidenza pubblica i servizi legali consistenti in:
- Rappresentanza legale in giudizio di un cliente da parte di un avvocato (procedimenti giurisdizionali davanti alle giurisdizioni nazionali, organi giurisdizionali internazionali, autorità giurisdizionali di altri Stati membri);
- Consulenza legale resa in preparazione di un procedimento giurisdizionale (o quando vi sia concreta probabilità che la questione divenga oggetto di un procedimento);
- Servizi di certificazione e autenticazione di documenti che devono essere prestati da notai;
- Servizi legali prestati da fiduciari o tutori designati o altri servizi legali i cui prestatori siano designati da un'autorità giurisdizionale.
3.1 «Contratti esclusi» vs «contratti estranei» — la distinzione
Il Consiglio di Stato — riprendendo la dottrina più autorevole — distingue tra:
| Profilo | Contratti «esclusi» (art. 56) | Contratti «estranei» al Codice |
|---|---|---|
| Disciplina applicabile | Sottratti alle ordinarie regole di evidenza pubblica, ma soggetti ai principi ex artt. 1, 2, 3 (art. 13 c. 5) | Completamente fuori dall'ambito di applicazione del Codice |
| Vigilanza ANAC | Sì (art. 222 D.Lgs. 36/2023) | No |
| Affidamento legale | Rientra qui: procedimentalizzazione «temperata» | N/A |
La conseguenza pratica: gli incarichi legali ex art. 56 c. 1 lett. h) non sono affidati con gara, ma non sono nemmeno affidamenti «liberi». L'amministrazione deve rispettare i principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità.
4. Le modalità di affidamento: procedimentalizzazione «temperata»
La giurisprudenza amministrativa ha consolidato un modello di affidamento procedimentalizzato in forma alleggerita degli incarichi legali, fondato sui seguenti elementi.
4.1 L'elenco aperto degli avvocati (short list)
Lo strumento più diffuso e raccomandato è la costituzione di un elenco aperto di avvocati di fiducia dell'ente, articolato per materie (civile, amministrativo, tributario, penale, giuslavorista, ecc.) e per tipologia di contenzioso (consulenza, primo grado, appello, Cassazione, ecc.). Caratteristiche operative tipiche:
- pubblicazione di un avviso pubblico permanente per la formazione dell'elenco;
- iscrizione su domanda dell'avvocato, con verifica dei requisiti professionali (anzianità di iscrizione all'Albo, specializzazioni, esperienze pregresse in materia, eventuali sospensioni o procedimenti disciplinari);
- rinnovo periodico dell'elenco (di norma ogni 2-3 anni) con possibilità di adesioni in corso d'anno;
- pubblicazione dell'elenco nel sito dell'ente, in Amministrazione Trasparente.
4.2 La rotazione e il principio di non discriminazione
📌 Il principio di rotazione
L'affidamento degli incarichi deve avvenire mediante rotazione tra i professionisti iscritti nell'elenco. La rotazione è espressione del principio di non discriminazione e di parità di trattamento; impedisce che si formino rapporti privilegiati che — pur giustificabili sul piano del rapporto fiduciario — possono determinare squilibri sospetti.
La rotazione non è assoluta: il regolamento dell'ente può prevedere deroghe motivate per: (i) continuità del contenzioso (un grado successivo della stessa controversia all'avvocato del primo grado); (ii) specializzazione necessaria (es. contenzioso tributario specifico, contenzioso UE); (iii) urgenza incompatibile con l'attivazione della procedura di rotazione.
4.3 L'affidamento diretto in casi particolari
Il regolamento dell'ente può ammettere l'affidamento diretto, motivato, nei seguenti casi tipici:
- Continuità del contenzioso: prosecuzione del giudizio al grado successivo presso lo stesso avvocato che ha trattato il primo grado;
- Urgenza: termini processuali brevi (es. impugnazione di provvedimenti cautelari, ricorsi straordinari) non compatibili con l'attivazione della procedura di interpello;
- Specializzazione: contenzioso che richiede competenze peculiari, di cui l'ente non dispone tra gli iscritti all'elenco;
- Importo di modico valore (di norma sotto soglie predefinite nel regolamento);
- Rapporto fiduciario consolidato: in casi eccezionali, motivati da ragioni oggettive di affidabilità tecnica.
4.4 La motivazione dell'atto di affidamento
La determinazione di affidamento, adottata dal Responsabile del settore competente (di norma l'Ufficio Legale o l'Ufficio Affari Generali), deve indicare:
- oggetto e finalità dell'incarico (con specificazione della controversia);
- nome dell'avvocato affidatario;
- motivazione della scelta (rotazione dall'elenco, specializzazione, continuità, urgenza, ecc.);
- compenso pattuito, determinato secondo i parametri forensi (DM 55/2014 e ss.mm.) — cfr. par. 5;
- durata dell'incarico;
- copertura finanziaria sul bilancio dell'ente;
- CIG (cfr. par. 6 e questione pregiudiziale CGUE);
- impegno alla tracciabilità dei flussi finanziari (L. 136/2010).
5. L'equo compenso degli avvocati (L. 49/2023 e TAR Lazio n. 9870/2026)
Uno degli aspetti più delicati: la determinazione del compenso. La Legge 21 aprile 2023, n. 49 ha introdotto nell'ordinamento italiano la disciplina dell'equo compenso dei professionisti, in attuazione del principio costituzionale di adeguatezza della retribuzione (art. 36 Cost.).
5.1 I principi della L. 49/2023
- l'equo compenso è dovuto a tutti i professionisti, anche se non in regime di esclusività;
- nullità delle clausole che prevedano compensi non equi (art. 3 L. 49/2023);
- il parametro di riferimento è dato dai decreti ministeriali (per gli avvocati: DM 55/2014 e ss.mm.);
- la disciplina si applica anche ai rapporti con la pubblica amministrazione e con le società partecipate.
5.2 La sentenza TAR Lazio Sez. V n. 9870 del 28 maggio 2026
⚖️ Il principio del TAR Lazio
Il TAR Lazio, Sez. V Roma, sentenza 28 maggio 2026 n. 9870, ha consolidato l'orientamento secondo cui:
- gli affidamenti di incarichi legali nella forma del contratto d'opera intellettuale ex art. 2230 c.c. non richiedono gara;
- devono comunque rispettare i principi di imparzialità, pubblicità, concorrenza mediante interpello su elenchi e rotazione;
- la PA non può imporre un compenso fisso a prescindere dal valore della controversia, in violazione delle regole sull'equo compenso.
La pronuncia chiude un periodo di dubbi applicativi: per gli avvisi e gli elenchi avvocati degli enti locali, è ora vietato fissare tariffe forfettarie predeterminate non aderenti al valore della controversia. Il compenso va commisurato ai parametri del DM 55/2014, eventualmente con percentuali di riduzione (entro i limiti dell'equo compenso) per esigenze di contenimento della spesa.
6. CIG, contributo ANAC e tracciabilità: il rinvio del Cons. Stato alla CGUE (ord. n. 3462/2026)
Uno dei nodi più controversi è l'applicabilità agli incarichi legali esclusi degli obblighi di tracciabilità finanziaria, di acquisizione del CIG (Codice Identificativo di Gara) e del contributo ANAC. La questione è stata rimessa alla CGUE con la recentissima ordinanza del Cons. Stato del 4 maggio 2026.
6.1 La controversia: UNAA vs ANAC
Tutto nasce dal ricorso dell'Unione Nazionale Avvocati Amministrativi (UNAA) contro la delibera ANAC n. 584 del 19 dicembre 2023, con cui l'Autorità aveva confermato — anche per gli incarichi legali esclusi dall'art. 56 — l'obbligo di acquisizione del CIG e il pagamento del contributo ANAC. UNAA sosteneva l'incompatibilità di questi obblighi con la natura fiduciaria del rapporto avvocato-cliente e con il diritto europeo.
Il TAR Lazio, sentenza n. 9860 del 5 maggio 2025, aveva respinto il ricorso, ritenendo che l'esclusione ex art. 56 riguardasse le ordinarie regole di evidenza pubblica ma non eliminasse la natura pubblicistica dell'incarico. UNAA aveva proposto appello.
6.2 L'ordinanza Cons. Stato 4/5/2026 n. 3462
Il Consiglio di Stato, pur ritenendo che il sistema italiano possa risultare compatibile con il diritto UE, ha escluso che ricorressero i presupposti dell'atto chiaro e ha disposto rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE ex art. 267 TFUE, con sospensione del giudizio nazionale.
🇪🇺 Le due questioni pregiudiziali rimesse alla CGUE
1ª questione — Compatibilità con artt. 49, 56, 5 TFUE e art. 10 par. 1 lett. d) direttiva 2014/24/UE della disciplina nazionale (artt. 56 c. 1 lett. h, 13 c. 5, 3 D.Lgs. 36/2023) che impone all'amministrazione, anche per i servizi legali esclusi, di rispettare i principi del Trattato UE di concorrenzialità, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità.
2ª questione — Compatibilità con artt. 49, 56, 5 TFUE e principio di proporzionalità (e divieto di gold plating) della disciplina nazionale che, per gli affidamenti di servizi legali, prevede: a) comunicazione del CIG ai sensi della L. 136/2010 per il monitoraggio finanziario; b) pagamento del contributo ANAC ex art. 222 D.Lgs. 36/2023.
6.3 Cosa cambia per gli enti locali nelle more della decisione CGUE
- Il giudizio nazionale è sospeso, ma la disciplina vigente resta applicabile: gli enti devono continuare ad acquisire il CIG, a pagare il contributo ANAC ove dovuto e a tracciare i flussi finanziari ex L. 136/2010;
- L'esito CGUE è incerto: il Cons. Stato esprime una propria propensione per la compatibilità del sistema italiano, ma la Corte di Lussemburgo potrebbe diversamente; per gli enti, l'opzione prudenziale è di continuare ad applicare il regime vigente;
- I contratti già stipulati non sono di per sé invalidi: la sospensione opera solo nel giudizio pendente; gli atti delle amministrazioni restano efficaci e legittimi sulla base della disciplina vigente.
7. La pubblicazione in Amministrazione Trasparente
Gli atti di affidamento degli incarichi legali rientrano negli obblighi di pubblicazione in «Amministrazione Trasparente» ex D.Lgs. 33/2013. In particolare:
- art. 23 (provvedimenti delle PA): pubblicazione degli atti di concessione/affidamento;
- art. 18 (incarichi conferiti ai dipendenti) e art. 15 (consulenti e collaboratori): pubblicazione dell'incarico, dell'oggetto, dell'importo, della motivazione, del nominativo dell'incaricato;
- art. 26 e 27 (sovvenzioni, contributi, sussidi): non applicabili in via diretta, ma rilevanti per analoghi obblighi sui contratti di servizio.
La pubblicazione va effettuata in tempo utile rispetto all'efficacia dell'atto e va aggiornata annualmente. Il mancato adempimento espone l'ente a:
- sanzioni dell'ANAC ex art. 47 D.Lgs. 33/2013;
- azione popolare ex art. 5 D.Lgs. 33/2013 (chiunque può chiedere ai sensi del FOIA);
- responsabilità del RPCT per omessa vigilanza.
8. Procedure operative per il Comune: dalla nomina al pagamento
8.1 Step procedurali tipici
- Esigenza: insorgenza del contenzioso o necessità di consulenza legale. Notifica del ricorso, della convocazione, dell'invito a stare in giudizio.
- Valutazione delle alternative interne: verificare la possibilità di patrocinio da parte dell'Avvocatura comunale (se costituita) o dell'Avvocatura dello Stato (per Comuni piccoli, in convenzione con i Ministeri).
- Atto di indirizzo: deliberazione di Giunta Comunale (di norma) per la resistenza in giudizio o per la promozione dell'azione; nei piccoli Comuni può essere sufficiente la determinazione del Responsabile.
- Selezione del professionista: dall'elenco degli avvocati dell'ente, con rotazione o affidamento diretto motivato (cfr. par. 4).
- Determinazione di affidamento del Responsabile del settore competente: oggetto, motivazione, compenso (parametri forensi), durata, CIG, copertura finanziaria.
- Pubblicazione in «Amministrazione Trasparente» (artt. 18 e 23 D.Lgs. 33/2013) entro i termini di legge.
- Stipula del contratto: con il professionista, indicando compenso, modalità di rendicontazione, tracciabilità (CIG, IBAN dedicato).
- Liquidazione al termine dell'attività (o per stati di avanzamento se prevista): verifica della prestazione, tracciabilità, pagamento con bonifico bancario su conto dedicato.
8.2 Il regolamento comunale sugli incarichi legali
È fortemente raccomandata l'adozione di un regolamento comunale per la disciplina degli incarichi legali, che fissi:
- la disciplina dell'elenco degli avvocati (requisiti, modalità di iscrizione, sezioni per materia);
- i criteri di rotazione e di deroga;
- i casi di affidamento diretto e la relativa motivazione;
- i criteri di determinazione del compenso in coerenza con la L. 49/2023 e con i parametri ministeriali;
- le procedure di liquidazione e di controllo;
- la tracciabilità e gli obblighi connessi al CIG (in coerenza con la disciplina vigente, riservandosi di adeguarsi alla decisione CGUE).
9. Profili di responsabilità
9.1 Responsabilità amministrativa e contabile
L'affidamento illegittimo o non motivato di incarichi legali — al di fuori delle regole del regolamento o in violazione dei principi di rotazione e equo compenso — espone:
- il Responsabile che ha adottato la determinazione: a responsabilità erariale per dolo o colpa grave (es. compensi sproporzionati, scelte non motivate);
- l'ente: a danno erariale per le somme indebitamente erogate;
- il Sindaco: a responsabilità politica e — in casi gravi — erariale per scelte di indirizzo non motivate;
- il Segretario Comunale: a responsabilità nella propria funzione di sovrintendenza ex art. 97 TUEL.
9.2 Responsabilità per omessa trasparenza
La mancata o tardiva pubblicazione in Amministrazione Trasparente espone il RPCT e i Responsabili dei settori a sanzioni dell'ANAC e a responsabilità ex art. 46 D.Lgs. 33/2013. Cfr. il nostro approfondimento sulla privacy e responsabilità.
9.3 Responsabilità deontologica dell'avvocato
Anche l'avvocato che accetti un compenso non equo, in violazione della L. 49/2023, può essere chiamato a rispondere in sede deontologica davanti al Consiglio dell'Ordine, ex art. 50 c.d.f.
10. Decalogo operativo
- Adottare o aggiornare il regolamento comunale sugli incarichi legali alla luce dell'art. 56 D.Lgs. 36/2023, della L. 49/2023 sull'equo compenso e della TAR Lazio n. 9870/2026.
- Costituire e mantenere aggiornato l'elenco aperto degli avvocati di fiducia, articolato per materie e con verifica dei requisiti.
- Affidare gli incarichi mediante rotazione dall'elenco; consentire l'affidamento diretto solo nei casi motivati previsti dal regolamento (continuità, urgenza, specializzazione, modico valore).
- Vietare i compensi forfettari predeterminati e non aderenti al valore della controversia: applicare i parametri forensi ex DM 55/2014 in coerenza con la L. 49/2023.
- Per ciascun incarico, adottare una determinazione motivata che indichi: oggetto, professionista, motivazione della scelta, compenso, durata, copertura finanziaria, CIG, impegno alla tracciabilità.
- Continuare ad acquisire il CIG e a pagare il contributo ANAC ove dovuto, nelle more della decisione CGUE sul rinvio pregiudiziale del Cons. Stato n. 3462/2026.
- Tracciare i flussi finanziari ex L. 136/2010: bonifico bancario su conto dedicato, indicazione del CIG nelle disposizioni di pagamento.
- Pubblicare tempestivamente in «Amministrazione Trasparente» ex artt. 18 e 23 D.Lgs. 33/2013 gli atti di affidamento, l'oggetto, l'importo, la motivazione e i dati del professionista.
- Monitorare l'esito del rinvio CGUE (decisione attesa nei prossimi 12-18 mesi): l'orientamento della Corte potrebbe modificare il regime degli obblighi di tracciabilità e CIG.
- Coordinarsi con il RPCT per la corretta vigilanza sugli adempimenti di trasparenza e con il Servizio finanziario per la coerenza degli impegni di spesa.
Conclusioni
La disciplina degli incarichi legali nella PA è un terreno di equilibrio tra esigenze di rapidità ed efficacia della difesa dell'ente, rapporto fiduciario con il professionista, tutela dell'equo compenso, principi del Trattato UE, trasparenza e tracciabilità. L'art. 56 c. 1 lett. h) D.Lgs. 36/2023 ha confermato il modello dell'esclusione dalle ordinarie regole di gara, ma — come ricordato dal TAR Lazio n. 9870/2026 — non sottrae l'affidamento ai principi di imparzialità, pubblicità e concorrenza, che si attuano attraverso elenchi, rotazione e equo compenso. Il Cons. Stato ord. n. 3462/2026 ha rimesso alla CGUE la questione della compatibilità europea dell'obbligo di CIG, contributo ANAC e tracciabilità anche per gli incarichi esclusi: nelle more, gli enti locali devono continuare ad applicare la disciplina vigente. Per il Segretario Comunale, la priorità è duplice: aggiornare il regolamento ente alla luce della L. 49/2023 e della giurisprudenza più recente; presidiare la motivazione di ciascun affidamento — perché è proprio nella tracciabilità del procedimento e nella motivazione dell'atto che si gioca, oggi, la legittimità degli incarichi legali della PA.
Fonti normative
- Trattato sul Funzionamento UE — artt. 5 (proporzionalità), 49 (libertà di stabilimento), 56 (libera prestazione servizi), 267 (rinvio pregiudiziale)
- Direttiva 2014/24/UE — art. 10 lett. d) (esclusione servizi legali)
- Comunicazione interpretativa Commissione UE C-179/02 del 1° agosto 2006 — anche i contratti esclusi sono soggetti ai principi del Trattato UE
- D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici) — artt. 1 (principio del risultato), 2 (principio della fiducia), 3 (principio di accesso al mercato), 13 c. 5 (contratti esclusi), 56 c. 1 lett. h (servizi legali esclusi), 222 (vigilanza ANAC)
- Codice civile — art. 2230 (contratto d'opera intellettuale)
- L. 21 aprile 2023, n. 49 — Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali
- DM Giustizia 10 marzo 2014, n. 55 e successive modifiche — Parametri per la determinazione dei compensi forensi
- L. 13 agosto 2010, n. 136 — art. 3 (Piano straordinario contro le mafie: tracciabilità dei flussi finanziari, CIG)
- D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 — artt. 15, 18, 23, 26, 27, 46, 47 (trasparenza e sanzioni)
- D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) — artt. 50 (Sindaco rappresentante in giudizio), 97 (sovrintendenza Segretario), 107 (funzioni dirigenziali)
- D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 — art. 21 (responsabilità dirigenziale)
- L. 31 dicembre 2012, n. 247 — Ordinamento della professione forense
- Codice deontologico forense — art. 50 (decoro nella determinazione del compenso)
- Delibera ANAC n. 584 del 19 dicembre 2023 — Obbligo CIG e contributo ANAC anche per incarichi legali esclusi
Giurisprudenza rilevante
- CGUE C-264/18 del 6 giugno 2019 — Sul carattere fiduciario del rapporto avvocato-cliente
- Cons. Stato, ordinanza 4 maggio 2026 n. 3462 — Rinvio pregiudiziale alla CGUE su CIG, contributo ANAC e tracciabilità per i servizi legali esclusi ex art. 56 c. 1 lett. h) D.Lgs. 36/2023
- TAR Lazio Sez. V Roma, sentenza 28 maggio 2026 n. 9870 — Equo compenso e affidamento di incarichi legali: divieto di compensi fissi a prescindere dal valore della controversia; interpello su elenchi e rotazione
- TAR Lazio Roma, sentenza 5 maggio 2025 n. 9860 — Rigetto del ricorso UNAA contro la delibera ANAC 584/2023 (natura pubblicistica degli incarichi legali e obbligo CIG)
- Corte di Cassazione, Sezioni Unite — Orientamento sull'onnicomprensività del trattamento dirigenziale (rilevante per gli avvocati pubblici dipendenti)
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→ Il subappalto nei contratti pubblici: art. 119 D.Lgs. 36/2023
→ Incarichi di collaborazione, consulenza, studio e ricerca: art. 7 D.Lgs. 165/2001
→ Gli incarichi extraistituzionali dei dipendenti pubblici: art. 53 D.Lgs. 165/2001
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🔗 Link esterni di interesse
Una selezione di risorse esterne che approfondiscono i temi trattati:
- Guida al nuovo Codice dei Contratti Pubblici (PDF scaricabile) — Assonime — Associazione fra le Società Italiane per Azioni. Guida dottrinale di pregio al D.Lgs. 36/2023: principi del risultato, della fiducia e dell'accesso al mercato; modalità di affidamento (gara, società mista, in house); qualificazione delle stazioni appaltanti; programmazione, progettazione, esecuzione del contratto; contenzioso. Risorsa di riferimento per RUP, Segretari Comunali e Responsabili dei procedimenti di gara.
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